Island, il documentario con i malati terminali che mostra il momento in cui moriamo VIDEO

Pubblicato il 15 settembre 2018 7:02 | Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2018 18:15
Alan Hardy documentario morte

Alan Hardy, uno dei protagonisti deldocumentario

NEWPORT – Un documentario che racconta le ultime ore di alcuni malati terminali e il momento della loro morte è stato realizzato dal regista inglese Steven Eastwood. Si tratta di “Island”, realizzato con i pazienti dell’Earl Mountbatten Hospice di Newport sull’isola di Wight, Inghilterra. I malati terminali stanno passando i loro ultimi giorni di vita e vengono seguiti da Eastwood per molte ore. Lo scopo, in questo documentario girato per dodici mesi tra il 2015 e il 2016, è quello di riuscire a filmare il momento della morte. Eastwood racconta che la morte arriva sempre in modo molto pacifico: “Quello che appare interessante è il fatto che non c’è un’immagine precisa della morte. Non puoi capire quando una persona sta per morire. Non sai quale sarà il momento”.

Uno dei protagonisti è Alan Hardy, un ex custode che lavorava presso i depositi degli autobus a Londra. La scena con lui, nel documentario dura ben sette minuti. Il regista racconta: “Alan ha fumato da quando aveva 16 anni, ma non stava morendo per un cancro legato al fumo.  Anche nell’ospizio gli era permesso fumare. Non gli hanno detto nulla. Anche questo fa parte delle cure palliative: aiutare qualcuno a fumare finché non muore”.

Il regista racconta che il momento della morte arriva improvvisamente: “Ci si addormenta improvvisamente davanti alla telecamerea, dopo magari 38 ore di riprese”.

Hardy è morto improvvisamente. Eastwood, al Daily Mail, ha raccontato: “Ho potuto vedere chiaramente che la sua morte è stata indolore. La sua morte è stata la migliore morte che si potrebbe chiedere”. La telecamera ha catturato anche i momenti successivi al decesso, con gli infermieri che pettinano Hardy per rendere il suo corpo presentabile.

Il film segue gli ultimi giorni anche di Mary, Roy e Jamie. Quest’ultima è stata la morte che lo ha turbato di più.

Eastwood aveva appena iniziato a fare volontariato in un ospizio locale che si trova nella parte est di Londra quando ha ricevuto la commissione di un film sul “fine vita” da Fabrica, una galleria d’arte di Brighton. Il regista spera ora che il suo documentario venga visto dai ventenni, i più negazionisti in assoluto della morte.

Eastwood ha concluso: “Mi sono reso conto che non c’erano molti film sul fine vita. Ho pensato: che strano che sia stato descritto in modo così scarso qualcosa di così naturale come la morte. Qualcosa che accade continuamente in ogni strada” conclude il regista che, come mostra il filmato che segue, è stato intervistato a proposito di Island dalla Bbc qualche mese fa.