Alemanno: “Un intervento così sul Colosseo lo fece solo Mussolini”. Gli esperti smentiscono

Pubblicato il 1 agosto 2012 12:13 | Ultimo aggiornamento: 1 agosto 2012 12:13

La conferenza stampa sul restauro del Colosseo di Gianni Alemanno:

ROMA – Il sindaco di Roma Gianni Alemanno è convinto che il restauro del Colosseo finanziato dal gruppo Tod’s sia un intervento “forte e complessivo” che ha solo un paragone nella storia recente: quello che venne fatto nel 1938-39 da Benito Mussolini.

Il sindaco di Roma ha ripetuto ben due volte in pochi giorni lo stesso concetto. L’ultima volta è stata durante la conferenza stampa del 31 luglio in cui annunciava la partenza dei lavori di restauro. Per Alemanno, si tratta di un intervento “così forte, così complessivo” ma anche “così significativo, così organico” che non avveniva da 73 anni, ossia in piena epoca fascista: “L’ultima volta si è visto nel 1938-39”  ha spiegato.

Insomma se fra tre anni Roma riuscirà ad avere un Colosseo ripulito, restaurato e libero da auto, ambulanti e camion bar è merito suo. Prima di lui, soltanto Mussolini aveva fatto altrettanto.

La ricostruzione viene però smentita dagli esperti del settore. Rossella Rea, direttrice del Colosseo a La Stampa racconta: “In realtà quelli del ’38-39 furono lavori eseguiti soltanto nei sotterranei ed erano un completamento delle opere iniziate nell’Ottocento”. Secondo Rea, Mussolini “è ricordato per l’apertura dei Fori Imperiali e la distruzione della collina Velia con il suo patrimonio archeologico. Amava usare il Colosseo per le adunate fasciste e sono documentati i danni commessi in questo periodo. I pochi restauri compiuti in alcuni casi sono anche stati sbagliati e siamo dovuti intervenire in seguito per cancellare gli errori”.

Ad esempio – aggiunge Rossella Rea – non sono state comprese le canalizzazioni. Furono chiuse. Oppure le celle per la gabbia delle belve che non erano tali”. La frase del sindaco Alemanno sarebbe quindi “sbagliata e anche pretestuosa. In anni recenti ci sono stati altri grandi restauri: da quello della Banca di Roma ad un intervento durante gli anni Settanta che vide addirittura la chiusura al pubblico del monumento. E per finire gli interventi realizzati pochi anni fa quando Roberto Cecchi era commissario. Sarebbe stato più opportuno stendere un velo pietoso su quanto avvenuto negli anni del fascismo”.

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