Angelo Ciocca, eurodeputato Lega insultato dal traduttore del Parlamento Europeo VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Giugno 2020 8:35 | Ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2020 9:04
Angelo Ciocca, eurodeputato Lega insultato dal traduttore del Parlamento Europeo VIDEO

Angelo Ciocca, eurodeputato Lega insultato dal traduttore del Parlamento Europeo VIDEO

ROMA – “Che cogl…e”. Così l’eurodeputato della Lega Angelo Ciocca è stato insultato dal traduttore del Parlamento Europeo che ha lasciato acceso il microfono. 

“Un episodio gravissimo, un gesto di grande diseducazione”. Non nasconde l’amarezza l’eurodeputato della Lega per le “parole vergognose ed offensive” espresse nei suoi confronti dall’interprete durante una diretta video.

In un post su Facebook l’esponente del Carroccio ha denunciato l’episodio in questione postando un video. Nella breve sequenza, dopo l’annuncio dell’intervento di Ciocca, si sente la voce di un interprete dire: “Che c…ne, possiamo dirlo? Ma dai…”.

Una vicenda su cui Ciocca promette battaglia.

“Mi auguro che il presidente del Parlamento Sassoli agisca su una cosa grave come questa”, commenta l’europarlamentare contattato dall’ANSA. Sul caso è intervenuto il Parlamento europeo, che ha fatto sapere di essere “al corrente del commento inappropriato dell’interprete”.

In una nota si precisa che la “registrazione della riunione è stata corretta e i commenti sono stati rimossi”. “Il deputato riceverà le scuse da parte del Direttore generale responsabile degli interpreti”. “L’interprete che ha causato lo spiacevole incidente è stato contattato e si è già scusato per il linguaggio usato”.

Ciocca riferisce di aver ricevuto chiamate dai colleghi pronti a “sottoscrivere un documento di reclamo formale all’ufficio traduzione per lamentare” questo episodio. “Va preso un provvedimento e se fosse stato un mio dipendente sarebbe tranchant”, rimarca il leghista.

Il deputato ricorda quindi il provvedimento di 10 giorni di sospensione preso nei suoi confronti dal presidente Sassoli. Accadde quando  lanciò una scatola di cioccolatini in aula a Strasburgo “per dire no all’ingresso della Turchia in Europa”. Infine ricorda la sua performance “provocatoria” con l’allora commissario europeo Pierre Moscovici, quando prese i fogli della relazione del francese e vi poggiò sopra una scarpa, ma ammette: “Non mi limito nel fare e nel dire quello che penso, ma ovviamente sempre nel rispetto delle altre persone”. (Fonti Ansa e Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)