Cagliari: urla e fischi contro l’arcivescovo Mani per la sostituzione di Don Mario Cugusi

Pubblicato il 19 luglio 2010 8:47 | Ultimo aggiornamento: 19 luglio 2010 8:48

Il numero uno della chiesa cagliaritana, l’arcivescovo Giuseppe Mani, è stato contestato dai fedeli per aver trasferito il parroco di Sant’Eulalia, don Mario Cugusi, beniamino del quartiere di Marina per le sue opere di carita’ e per l’attivita’ pastorale interconfessionale. Durante l’incontro in chiesa per spiegare le motivazioni del cambio alla guida della parrocchia, mons. Mani è stato contestato dai fedeli e si è allontanato tra fischi e urla dei parrocchiani-tifosi di don Cugusi.

La discussione, nei giorni scorsi, era passata per Facebook, ma il video dell’assemblea-scontro, immancabilmente, è finito su YouTube ed ha fatto il “botto”: nelle ultime 12 ore a Cagliari è  nella hit parade dei filmati più visti. La notizia della sostituzione di don Cugusi era trapelata nei giorni scorsi anche grazie ad alcune anticipazioni giornalistiche. Per gli abitanti del quartiere di Marina, un po’ come se da un giorno all’altro avessero cambiato il nome di via Roma, la strada che si affaccia sul porto: impossibile da credere. E invece, quando si e’ scoperto che le cose stavano proprio cosi’ dal rione e’ partita la richiesta di un incontro chiarificatore con l’arcivescovo ed ex ordinario militare. Perche’ Marina e’ tanto affezionata al suo parroco e’ presto detto. Don Mario in questi anni ha conquistato tutti, parrocchiani, atei, ma anche extracomunitari di altre religioni per aver combattuto in trincea per la valorizzazione del rione e l’integrazione tra le diverse etnie che animano le viuzze che si affacciano sul mare: la Marina e’ il quartiere con la piu’ alta percentuale (12,94%) di stranieri in citta’.

Mobilitazione partita dal basso, poi, domenica sera l’incontro che avrebbe dovuto chiarire tutto. Monsignor Mani ci stava anche riuscendo, in qualche modo. Stava spiegando che e’ nell’ordine delle cose, e delle regole della Chiesa, che ogni parrocchia cambi dopo un po’ la sua guida. ‘Anch’io – ha detto – quando me lo chiederanno andro’ via da Cagliari’. Poi è arrivata una frase ”questa non è chiesa, questa e’ baracca”, che ha scatenato il finimondo. Nessun attacco diretto a Sant’Eulalia, come qualcuno dei fedeli (la tensione era molto alta) forse ha pensato. Era la conclusione di un discorso piu’ articolato in cui Mani spiegava in sintesi che gli avvicendamenti nel mondo cattolico erano ”naturali”.

E che quindi, in generale, quelle erano le regole della Chiesa, altrimenti si stava parlando di qualcos’altro. Molti fedeli hanno protestato ad alta voce e allora Mani si è fatto il segno della croce e ha guadagnato la via dell’uscita. Tutti gli hanno chiesto di tornare indietro, ma Mani, ribadendo a piu’ riprese le motivazioni del trasferimento e invitando i fedeli a un incontro in altre sedi, è stato irremovibile. Quando e’ salito sull’auto, però, sono volati i fischi e i cori. Al posto di Cugusi arrivera’ don Marco Lai, altro religioso molto conosciuto in citta’: e’ il parroco, anche lui in trincea, di uno dei quartieri piu’ difficili di Cagliari Sant’Elia. E anche li’ il rione potrebbe non essere cosi’ contento di vederlo andare via.