Attentati Parigi: 50mila euro per il video nel bar assaltato

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Novembre 2015 9:02 | Ultimo aggiornamento: 24 Novembre 2015 9:02
Attentati Parigi: 50mila euro per il video nel bar assaltato

Attentati Parigi: 50mila euro per il video nel bar assaltato

ROMA – Cinquantamila euro, e una trattativa sulla pelle delle vittime di Parigi, quelle della pizzeria Casa Nostra. Il Daily Mail avrebbe pagato 50mila euro al proprietario di uno ristoranti dove venerdì 13 i terroristi hanno fatto mattanza per avere in esclusiva il filmato delle telecamere di sicurezza. Il filmato è particolarmente significativo: non solo si vede, presumibilmente, il fuggiasco Salah in azione, ma si vede la scena delle due donne salve per miracolo per via del mitra inceppato. Un filmato che da solo racconta, più di altri, l’orrore parigino, per questo il proprietario del caffè ha fiutato l’affare. Un affare da 50mila euro.

Nel video c’è anche un’italiana. Si chiama Barbara Serpentini e ha 18 anni, è una studentessa da poche settimane a Parigi. E’ stata lei a salvarsi, insieme all’amica Sophia, quando l’AK 47 di uno dei terroristi si inceppa proprio quando è puntato su di loro. Ecco il loro racconto:

“Non ci vedevamo da circa due settimane e così le ho detto ‘Andiamo a bere qualcosa’ – ha raccontato Sophia che lavora in un studio legale di Parigi – Ci siamo dirette a un café di Rue de la Fontaine-au-Roi ma poi abbiamo cambiato idea. Ero stata una sola volta alla pizzeria Casa Nostra, era accogliente, silenziosa e così abbiamo optato per sederci lì fuori. Se avessi scelto l’altro ristorante forse saremmo morte. Forse non avrei avuto il tempo di gridare a Barbara di andare sotto il tavolo. Forse, forse, forse. Cerco di non pensare a quello che è successo”.

“Alle 21.20 un succo di albicocca e un bicchiere di chardonnay vengono serviti al loro tavolo da Jasmine El Youssi, cameriera, 20 anni, uno dei tanti eroi di quella notte che ha aiutato una donna ferita assistendola dietro il bancone dove si erano rifugiate” .

“Alle 9.34 è scoppiato l’inferno. ‘Ricordo solo questa macchina nera ferma davanti a noi, poi, all’improvviso, ho iniziato a sentire un rumore. Mi sembravano dei petardi ma in pochi secondi mi sono resa conto che quell’uomo stava sparando. Ho urlato a Barbara di andare sotto il tavolino, l’ho spinta giù. Poi è tutto molto vago. Mi ricordo che ci tenevamo strette. Non ho visto quello che succedeva intorno a noi perché ci eravamo nascoste sperando di non essere viste. Ho sentito la scarica di colpi ed era così forte che non riuscivo a sentire eventuali grida o qualsiasi altra cosa avvenisse anche a poca distanza. Poi il suono si è fermato e ho detto a Barbara: “Andiamo, corri””.