YOUTUBE Australia, attacca con l’ascia 3 clienti del supermarket: transgender condannata a 9 anni

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 gennaio 2019 14:17 | Ultimo aggiornamento: 29 gennaio 2019 14:18
Attacca 3 clienti senza motivo: la condanna è tutt'altro che esemplare

Attacca 3 clienti senza motivo: la condanna è tutt’altro che esemplare. Ecco chi è l’aggressore

SYDNEY –  Evie Amati entra con un’ascia in un supermercato 7-Eleven a Enmore, un quartiere di Sydney, e colpisce tre persone a caso che stanno facendo la fila. La donna transgender, 26 anni, è stata ora condannata a nove anni di carcere per tentato omicidio.

Il fatto è avvenuto nel gennaio del 2017, ma la condanna è arrivata solo ora innescando una reazione di rabbia tra parenti e amici delle vittime che accusano: “Nove anni sono pochi per quello che ci ha fatto”.

L’aggressione è stata ripresa da una telecamera di sorveglianza del negozio: la condanna è stata alleggerita anche per via del fatto che la Amati si è dichiarata non colpevole per motivi di salute mentale. Il giorno dell’aggressione, la Amati ha infatti raccontato di aver fatto uso di un mix di farmaci ormonali, cannabis, anfetamine e alcol. “Non sapevo quello che stavo facendo” ha detto durante il processo. La sera era stata con degli amici di una sua amica a bere e consumare droghe. Ma quando il gruppo si era accorto del fatto che “ero una transgender mi sono sentita osservata sono diventata ansiosa. Mi guardavano come se avevo la lebbra”.

Il giudice Mark Williams ha comunque descritto quanto accaduto come “un vero e proprio attacco” e “un gesto grave”. Il giudice ha aggiunto che “il rischio di morte per le vittime è stato altissimo” e che “si sono salvati per pura fortuna”. 

L’aggressione. 

Come mostra il filmato che segue, Amati arriva con una grossa ascia in mano nel market. Dopo aver girato tra gli scaffali si mette a colpire Ben Rimmer alla faccia e Sharon Hacker nella parte posteriore della testa. La ventiseienne fa poi oscillare l’arma altre due volte contro un altro uomo, Shane Redwood, fuori dal negozio.  Le persone colpite sono in fila alla cassa ed ancora oggi, a causa dell’aggressione, stanno soffrendo le conseguenze.

Quando è stata arrestata ha detto “di non ricordare nulla dell’aggressione”. Il giudice ha preso in considerazione i problemi di salute mentale di Amati, tra cui diversi tentati suicidi e un disturbo dell’identità di genere.

Ben Rimmer, una delle vittime, non accetta la decisione dei giudici e il fatto che Evie potrà essere fuori dal carcere già a metà del 2021: “Se non avessi voltato la testa all’ultimo minuto – racconta – me l’avrebbe tagliata a metà”. “È venuta lì per uccidere. È solo pura fortuna se sono vivo. Non si è mai pentita. È intelligente e calcolatrice. Alla fine si farà pochissimo carcere e sarà rilasciata già a metà del 2021. Per lei è andata meglio di quanto sperasse. Ma noi non possiamo accettarlo e ci batteremo per cambiare le cose. Non è giusto che finisca così”.

Ben ha lanciato una petizione su change.org per fare appello alla condanna di Amati. Lui passerà il resto della sua vita con quattro piastre di titanio sul viso, tra cui una orbitale che si muove e che può sentire ogni volta che si tocca il viso.