Australia, la protesta dei rugbisti aborigeni contro l’inno nazionale VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 Giugno 2019 14:04 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2019 14:04
Australia, la protesta dei rugbisti aborigeni contro l'inno nazionale VIDEO

Australia, la protesta dei rugbisti aborigeni contro l’inno nazionale

SYDNEY  –  In silenzio durante l‘inno nazionale prima delle partite: è questa la pacifica protesta dei giocatori di Rugby League aborigeni in Australia. Una protesta contro i versi che celebrano una nazione “giovane e libera”, ignorando i 60mila anni di cultura indigena nel continente. 

All’apertura dell’incontro finale mercoledì sera a Brisbane del torneo annuale di rugby a 13 State of Origin fra le squadre del Queensland e del New South Wales, i cinque giocatori aborigeni delle due squadre non hanno pronunciato una parola dell’inno Advance Australia Fair, adottato nel 1984 in luogo del coloniale God Save the Queen.

Vi sono paralleli fra la nuova protesta e quella del giocatore di football afroamericano Colin Kaepernick, che nel 2016 si è inginocchiato durante l’inno nazionale Usa prima degli incontri di National Football League, in protesta contro le ingiustizie razziali, un esempio in seguito imitato da altri giocatori neri del campionato.

Con le parole “young and free” all’origine della protesta, si fa strada l’idea di sostituirle con “strong and free”, forte e libera. A favore dell’alternativa anche la deputata laburista Tanya Plibersek, ministro ombra per l’istruzione. “Amo cantare l’inno nazionale e lo canto con orgoglio. Ma se possiamo fare un piccolo cambiamento per riconoscere gli incredibili 60mila anni di cultura continua del nostro Paese, allora facciamolo”, ha dichiarato. (Fonte: Ansa)