Arriva dagli Usa l’auto che si guida da sola: l’ha brevettata Google

Pubblicato il 11 Ottobre 2010 13:42 | Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre 2010 13:42

D’ora in poi sarà possibile salire a bordo di una macchina che si guida da sola, grazie a Google. Ancora senza nome, questa “self driving cars”, ha già percorso almeno 140 mila miglia su strade pubbliche, nello Stato della California, evitando ogni ostacolo grazie a un sistema integrato formato da potenti videocamere, sensori radar e navigatori in grado di controllare costantemente il percorso della vettura. Tutti ovviamente coordinati da un computer a bordo.

Secondo il New York Times, l’automobilista, o sarebbe meglio parlare di passeggero, si siede normalmente al suo posto ed è comunque in grado di prendere il controllo della manovra in ogni momento. Per il blog del famoso motore di ricerca, il dipartimento della Motorizzazione della California ha già autorizzato la circolazione di queste auto, a patto che non circolino da sole. La stessa Google ha informato la polizia del “Golden State” sulla loro invenzione, assicurando sempre la presenza di una persona a bordo, in grado di correggere ogni eventuale difetto.

Dall’esterno, questa “Google car” appare come una normale Toyota Prius, che ha sul tetto uno strano cilindro. Negli ultimi mesi in cui ha girato segretamente, scrive il Nyt, non avrebbe avuto bisogno di nessuna riparazione da parte dell’uomo, se non di un controllo preventivo sul funzionamento del software. Alcuni esperti ritengono che possa rappresentare una rivoluzione dello spostamento umano, paragonabile all’avvento di Internet.

Durante la fase di sperimentazione, l’unico problema è stato causato dal tamponamento da parte di un altro automobilista a un semaforo. E contro chi non sa guidare, purtroppo, ancora non c’è tecnologia che tenga. Il progetto è stato sviluppato da Sebastian Thrun, 43 anni, direttore del Stanford Artificial Intelligence Laboratory, ingegnere della Google e co-invetore del famosissimo programma Street View.

Secondo le stime più ottimistiche ci vorranno almeno altri otto anni per mettere a punto questo tipo di vettura al livello commerciale. In questo modo si potrebbe fortemente ridurre l’incidenza della mortalità nelle strade, che solo negli Usa provoca 37 mila vittime l’anno. Nel frattempo, le leggi della strada dovranno necessariamente adattarsi alle nuove prospettive. Il problema maggiore riguarda il settore assicurativo e legale. Se qualcosa va storto e il computer non ferma la macchina di fronte a un pedone, chi sarà il responsabile? L’uomo che si trova a bordo o chi ha ideato il software difettoso?.