Avvocati-chirurghi: guerra di spot. “Malasanità”, “Allarmisti” (video)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 febbraio 2014 12:13 | Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2014 12:13
Avvocati-chirurghi: guerra di spot. "Malasanità", "Allarmisti" (video)

Avvocati-chirurghi: guerra di spot. “Malasanità”, “Allarmisti”

ROMA – “Malasanità“. “No, lanciate allarmi e istigate alla denuncia”. La guerra tra chirurghi e avvocati si combatte a suon di spot televisivi. Dopo che la pubblicità degli avvocati “Obiettivo risarcimento” invita i cittadini a denunciare i medici nei casi di presunta malasanità, la replica del Collegio Italiano dei Chirurghi non si è fata attendere e arriva da Youtube.

“Hai 10 anni di tempo per reclamare quello che ti spetta. Chiamaci e alziamo la voce”. Questo il messaggio dello spot di Obiettivo risarcimento, che mette a disposizione dei cittadini avvocati e consulenze legali sui casi di presunta malasanità. Un modo di “dare la voce” ai pazienti, il messaggio lanciato dagli avvocati, con tanto di uomo-paziente che grida nel megafono non emettendo suono alcuno e voce di sottofondo che spiega: “Se pensi di essere vittima di un caso di malasanità puoi far sentire la tua voce, saremo a tua disposizione a zero anticipi e zero rischi”.

La risposta dei chirurghi è arrivata con prontezza dal Cic, Collegio italiano dei chirurghi, con lo spot “Chirurghi per la tua salute“, dove si vedono medici e chirurghi pronti ad salvare la vita dei pazienti malati o a donare nuova vita, facendo nascere bambini. Immagini che mettono a confronto le foto di giovani aspiranti chirurghi e di medici con esperienza e capelli bianchi: “Ogni anno decine di migliaia di denunce per lo più infondate spingono bravi chirurghi a non operare e giovani medici a non scegliere le specializzazioni chirurgiche”. 

Marco Accossato per la Stampa ha intervistato Nicola Surico, presidente dei chirurghi italiani, che si è detto infuriato per lo spot degli avvocati:

“E’ un’istigazione alla denuncia, non fanno altro che alzare il contenzioso medico-paziente, con un rischio enorme: la medicina difensiva ha fatto crescere a 14 milioni di euro l’anno la spesa per esami e ricoveri impropri. L’ombra del magistrato, di questo passo, farà sì che alla medicina difensiva si aggiunga “l’astensione”: nessun chirurgo vorrà operare i pazienti più gravi”.

La guerra tra spot, aggiunge Surico, non è una battaglia di immagine:

“Già oggi la crescita dei contenzioni ha fatto sì che molti ospedali non siano più assicurati, o abbiano una franchigia altissima, anche 50 mila euro. Ciò significa che un medico neo assunto deve sborsare 12 mila euro l’anno per mettersi al riparo dalle possibili cause, mentre un primario, per lo stesso premio assicurativo, paga 20-25 mila euro, cinque mesi del suo stipendio”.

Obiettivo risarcimento spiega che in Italia ogni anno si verificano 45mila casi di malasanità e nell’ultimo anno 8mila persone si sono rivolte a loro:

“«Sovente – contestano i chirurghi – ciò che viene chiamato errore è in realtà una tragica complicanza, o è conseguenza di qualcosa per cui il medico non ha una responsabilità diretta». Roberto Simioni, presidente di «Obiettivo risarcimento», replica: «Nessuna istigazione alla denuncia: la nostra attività non è in assoluto “contro i medici”, ma vuole garantire un diritto. Innanzitutto non ci occupiamo di cause penali, e per quelle civili esaminano preventivamente la vicenda sia da un punto di vista scientifico, sia legale. Soltanto se il paziente che viene a bussare alla nostra porta si trova realmente davanti a un caso di malasanità verrà assistito»”.

La malasanità è una realtà in Italia come in altri paesi e la “guerra” tra dottori e avvocati che inizia nei tribunali ora prosegue a colpi di spot pubblicitari.

Ecco il video di “Obiettivo risarcimento”:

Ecco il video dei “Chirurghi per la tua salute”: