Barbara Berlusconi: “La politica non è il mio orizzonte”, ma “mio padre non è un delinquente”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 settembre 2013 9:29 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2013 17:43
Barbara Berlusconi: "La politica non è il mio orizzonte", ma "mio padre non è un delinquente" (LaPresse)

Barbara Berlusconi: “La politica non è il mio orizzonte”, ma “mio padre non è un delinquente” (LaPresse)

MILANO – Anche se dice di non voler entrare in politica, Barbara Berlusconi – intervistata da Ballarò – sa già destreggiarsi con le dichiarazioni come un politico. Solidarizza con il padre Silvio, “la sua è una storia politica, non criminale”, “se è un delinquente, perché ci governano insieme“, “da vent’anni gli impediscono di governare”. Ma quando le chiedono se si iscriverà a Forza Italia, ringrazia e passa oltre.

Quindi, alla domanda se pensa di fare politica, Barbara risponde che “Non è il mio orizzonte. Ci sono molte persone che fanno politica, tanti giovani capaci che intendono occuparsene. Io confido in loro”. Alla domanda se si iscriverà a Forza Italia, la figlia del Cavaliere si limita a replicare: “La ringrazio”.

La stuzzicano sull’eventuale addio del padre alla politica, non ci casca: “Io penso che alcune forze politiche siano in totale confusione in questo momento. Se ritengono che Silvio Berlusconi sia un delinquente, per quale motivo hanno deciso di fare con lui gli ultimi due governi?”.

Tiene duro anche sulle sentenze di condanna contro Berlusconi: “Gli errori li facciamo tutti ma negli ultimi vent’anni nel panorama politico europeo non esiste leader contro il quale si sia fatto tanto per impedirgli di governare nonostante il consenso“. Alla domanda su come stia vivendo, insieme ai suoi fratelli, la situazione, Barbara risponde: “Noi siamo uniti nel sostenerlo. Non gli diamo consigli. Cerchiamo di stargli vicino”.

Parla, insomma, perché vuole difendere il padre e nulla più: “Io sono intervenuta per rispondere a coloro che tentano di ribaltare la verità. Sono convinta che la storia di mio padre sia una storia politica e imprenditoriale, non certo criminale. È questo quello che penso. Mio padre ritiene di aver fatto tanto per l’Italia e non vuole essere liquidato come un evasore. Per questo non si dà pace e io lo capisco”.