YOUTUBE Bari, pescatori in corteo contro limiti Ue forzano blocco polizia: 4 agenti feriti

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 Ottobre 2019 13:58 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2019 13:58
Bari, pescatori in corteo

Bari, pescatori in corteo contro limiti Ue forzano blocco polizia

ROMA – Sarebbero quattro gli uomini delle forze di Polizia rimasti feriti nel corso della manifestazione dei pescatori che si è svolta la mattina di oggi, martedì 8 ottobre, a Bari per protestare contro le leggi dell’Unione europea che impongono le maglie larghe per alcuni tipi di pesca.

Gli agenti che garantivano l’ordine pubblico sono stati feriti dal lancio di due fumogeni, quando il corteo si trovava nei pressi del Castello Svevo e ha provato a forzare il blocco delle forze di polizia per entrare nel porto, dal provveditorato alle opere pubbliche. Un poliziotto ha riportato lesioni a un timpano ed è stato portato in ospedale, gli altri tre sono rimasti lievemente storditi dall’esplosione.

Il corteo – formato da circa 500 pescatori – era stato autorizzato a svolgersi dal teatro Margherita sino alla sede dell’Autorità portuale, sul lungomare ma, giunto all’altezza del luogo in cui avrebbe dovuto concludersi, ha sfondato il blocco e cercato di entrare in porto. L’ammiraglio Giuseppe Meli, comandante della Direzione marittima di Bari, ha ordinato la chiusura dei due varchi del porti, delle Dogane e della Vittoria. La strada che costeggia l’infrastruttura, dal lato del lungomare Vittorio Veneto, è momentaneamente bloccata. Una delegazione di pescatori ha chiesto di incontrare i vertici della Direzione marittima, a cui si contesta di effettuare controlli troppo stringenti sul rispetto delle norme comunitarie.

I circa 500 pescatori delle marinerie pugliesi che hanno partecipato alla protesta chiedono la modifica delle leggi comunitarie che impongono l’uso di reti più larghe che fanno perdere il 50% del pescato. Sono partiti in corteo dal molo San Nicola da dove hanno raggiunto l’Autorità portuale. Qui, anziché sciogliersi, il corteo ha proseguito nel Borgo antico e ha raggiunto via Brigata Regina. 

Fino a oggi – hanno spiegato i pescatori – sono state numerose le richieste di modifica della legge rimaste inascoltate: “Stiamo chiedendo a gran voce da anni la modifica dei regolamenti comunitari – ha detto Nicola Parente, uno dei portavoce dei manifestanti -. Qualcuno vuole fare passare i pescatori come coloro che vogliono prendere i pesci piccoli, ma non è così”. “Nel Mediterraneo e soprattutto nel basso Adriatico – ha proseguito – ci sono circa 60 specie commercialmente valide, adulte e di piccole dimensioni, ma per l’Ue non possiamo pescarle”.

La categoria chiede, inoltre, di ridiscutere il quadro sanzionatorio e le pene accessorie. “Se a me fanno una sanzione di 2mila euro – ha aggiunto Parente – non ho più diritto a prendere i soldi del fermo biologico dell’anno, non posso più accedere ai fondi comunitari, alla domanda per l’arresto definitivo, cioè la demolizione della barca e della licenza”. Tra le proposte dei pescatori il prolungamento del fermo pesca, per l’accrescimento delle specie marine. “Quest’anno il fermo pesca si è ridotto a 30 giorni – ha concluso Parente -. Siamo stati noi pescatori a chiedere la proroga di 12 giorni”. Quanto alle polemiche per la pesca a strascico, i pescatori hanno rinnovato il loro interesse a salvaguardare il mare da cui traggono le risorse per vivere.

Fonte: Agi, Ansa