Berlusconi a Mentana: “Vi ridò l’Imu subito, altrimenti mi chiamo Giulio Cesare”

Pubblicato il 6 Febbraio 2013 20:47 | Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio 2013 19:25

Silvio Berlusconi (foto Ansa)

ROMA – Dalla notte dolorossissima in cui il Pdl suo malgrado ha votato l’Imu del governo Monti alla promessa di non chiamarsi più Silvio Berlusconi  (ma Giulio Cesare) se quell’imposta sulla casa non verrà abolita e restituita con decisione presa nel suo primo Consiglio dei ministri. In cinque minuti da Enrico Mentana, ospite del Tg La7, Silvio Berlusconi prova a sintetizzare promesse e pensieri degli ultimi giorni di campagna elettorale.

Il Cavaliere inizia dal ricordo di quella “notte dolorosissima” in cui l’Imu divenne legge e poi ricorda, mostrando fastidio, tutto il periodo del governo dei tecnici. A Mentana che gli chiede conto dell’appoggio, Berlusconi spiega:  “Noi siamo intervenuti sempre cercando di modificare i provvedimenti di Monti. Ma via via che si è andati avanti il governo Monti è stato sempre più succube di ciò che voleva il Pd e la Cgil”.

Quindi Berlusconi introduce una nuova categoria politica: quella dell’appoggio formale con opposizione sostanziale. E a Mentana che gli chiede conto della posizione del Pdl rispetto al governo Monti spiega: “Eravamo sostanzialmente all’opposizione ma formalmente al governo per vedere cosa facevano questi tecnici. Solo che loro appplicando acriticamente il diktat della Germania hanno innescato una spirale recessiva”.

Berlusconi conferma  che in caso di vittoria del centrodestra non sarà premier: “Sì, vado al ministero dell’Economia perché è il meglio che si possa fare. Da premier non avevo nessun potere, anche perché quei pochi che avevo li avevo dati a Gianni Letta”.

Il Cavaliere si accende quando Mentana gli chiede conto dei soldi che serviranno per restituire l’Imu. Anche dalla Svizzera, incalza Mentana, sono perplessi. “Siamo circondati da una canea di cialtroni che non sanno cosa dire. Sono 4 miliardi e basta su 800 del bilancio dello Stato. Si trovano da diverse parti. Sono 4 miliardi una tantum, con Cassa Depositi e prestiti disponibile per la liquidità e poi tagliando subito le spese. Noi siamo sicuri di ottenere subito 16 miliardi all’anno.

Quindi la conclusione: “Non mi chiamerò più Silvio Berlusconi e non starò più in Italia, se nel primo Consiglio dei ministri non verranno decise l’abolizione dell’Imu e la sua restituzione”. E come si chiamerà, chiede Mentana? “Giulio Cesare”, risponde Berlusconi.