Bertrand Cantat, 16 anni fa: “Così ho ucciso Marie Trintignant”. Il video dell’interrogatorio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Novembre 2019 9:20 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2019 9:21
Bertrand Cantat, 16 anni fa: "Così ho ucciso Marie Trintignant". Il video dell'interrogatorio

Bertrand Cantat (foto Ansa)

ROMA – 23 agosto 2003. Il cantante francese dei Noir Desir, Bertrand Cantat, è sotto torchio dei magistrati, tre settimane prima ha ucciso la sua compagna, Marie, la figlia di Jean Luis Trintignant. Accampa scuse, accusa la donna, sembra invocare un’improbabile legittima difesa. “È diventata molto aggressiva, isterica, mi ha dato un pugno in faccia, poi sul collo, avevo segni dappertutto”

“Isterica” è la parola chiave. 16 anni dopo la tv francese M6 ha mostrato le immagini di quell’interrogatorio. Nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne quella testimonianza, quella di un assassino, è diventata paradigmatica di un atteggiamento automatico, riflesso da parte degli uomini per giustificare l’ingiustificabile.

“Lei urlava, urlava tutto il tempo”, lo si vede e lo si ascolta raccontare, incitato dal suo avvocato. “Nessuno ha pensato che l’aggressività potesse venire da qualcun altro che da me”. 

Nessuno lo ha fatto perché sul corpo della povera Marie l’autopsia ha rilevato una ventina di colpi assestati con violenza. Ematomi sparsi sul volto, le ossa del naso fratturate, botte dietro la schiena, sulla pancia, sulle braccia. Delle presunte lesioni subite, non era rimasta traccia.

“Non erano piccoli ma grandi schiaffi, e avevo anelli sulle dita. Erano grandi colpi come questo (imita con la bocca il suono, ndr.). Quattro, cinque, sei volte. Forte, forte. Alla fine, “ho cercato di buttarla sul divano, ma è caduta accanto, ho mancato il colpo”. Marie era finita in coma, solo sei ore dopo Cantat avrebbe chiamato i soccorsi. E in qualche modo, con la storia che era isterica, se l’è cavata. 8 anni per omicidio colposo, da 12 ha ripreso la carriera. (fonti M6, La Repubblica)