Cina, datore di lavoro uccide dipendente: i colleghi protestano, la polizia reprime

Pubblicato il 4 Giugno 2012 12:54 | Ultimo aggiornamento: 4 Giugno 2012 12:54

XINJIANG (CINA) – Un ragazzo di 19 anni è stato ucciso dal suo datore di lavoro a Xinjiang in Cina. Subito dopo la sua morte, sono iniziate le proteste nella città cinese represse con violenza dalla polizia. Le immagini dello sciopero sono tuttavia riuscite a circolare in rete: un gruppo di attivisti ha infatti postato addirittura un video che mostra la violenta repressione.

Da quanto si legge nel blog Lissnup, ad essere stato ucciso il 12 maggio scorso è stato un “lavoratore immigrato”, Hunan Zhijiang Ji Yang Wenzhou. Il ragazzo è stato colpito con una sbarra di ferro dal suo capo ed è morto poco dopo a causa delle ferite riportate.

“La mattina del 28 maggio – scrive il blog – centinaia di famiglie e di colleghi si sono dirette al municipio di Xinjiang per chiedere al governo di intervenire”. Come spesso succede in Cina però, le autorità si sono schierate con il proprietario della fabbrica e questo ha scatenato le forti reazioni da parte degli scioperanti. Il municipio è stato preso d’assedio con lanci di pietre, mattoni e bottiglie fino all’intervento della polizia che ha represso le proteste: