Cina, torna il festival della carne di cane di Yulin (foto, video)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Giugno 2014 17:42 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2014 17:42

PECHINO – Le proteste degli animalisti (e non solo) non sono riuscite a fermare il festival della carne di cane di Yulin, in Cina. Così da sabato 21 giugno i cinesi festeggeranno il solstizio d’estate mangiando litchi e carne di cane.

Negli ultimi anni sono state molte le manifestazioni degli animalisti contro questo festival. Ci sono stati sit in e petizioni online, campagne di sensibilizzazione e mobilitazioni. La pressione dell’opinione pubblica è riuscita a fermare un altro festival di carne di cane nella provincia del Zhejiang, cancellato nel 2011 nonostante fosse una tradizione risalente a centinaia di anni fa.

L‘adesione alle proteste riflette il cambiamento nel punto di vista dei cinesi, che hanno sempre più animali domestici e stanno cambiando le proprie tradizioni. I media di Stato hanno trasmesso foto degli abitanti intorno a tavole imbandite di piatti di carne e di litchi, ma i siti di microblogging hanno mostrato l’altra faccia del festival: i cani stipati in gabbie nei mercati, scuoiati e ammucchiati per essere cucinati, cotti e appesi a ganci nelle strade.

La tradizione vuole che mangiare carne di cane e litchi, bevendo liquore, permetta di godere di buona salute durante l’inverno. Secondo gli animalisti, invece, il festival di Yulin è una minaccia alla salute pubblica perché i cani non sono sottoposti ad alcuna quarantena che verifichi la loro salute, vengono tenuti nelle strade e rubati ai loro padroni. Spesso sono anche catturati grazie all’avvelenamento con sostanze chimiche, che possono essere dannose per le persone.

Questa pratica, poi, danneggia l’immagine della Cina agli occhi del mondo, sottolinea Deng Yidan di Animals Asia.

“La copertura mediatica negativa aumenta, su furti di cani, attività criminali, questioni igieniche, timori di infezioni da rabbia, per non citare la divisione nella società tra chi è pro e chi contro al festival: tutto questo fa una pubblicità sempre più negativa a Yulin, più che dare un ritorno economico”.