Consultazioni, appello di Travaglio al Pd: “Non parlare con M5s è contro il proporzionale scelto da voi”

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 aprile 2018 10:35 | Ultimo aggiornamento: 6 aprile 2018 10:35
Consultazioni, appello di Travaglio al Pd: "Non parlare con M5s è contro il proporzionale scelto da voi"

Consultazioni, appello di Travaglio al Pd: “Non parlare con M5s è contro il proporzionale scelto da voi”

ROMA – “Non parlare con M5s è contro le regole del proporzionale che lo stesso Pd ha voluto con il Rosatellum”.

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Ne è convinto Marco Travaglio che, ospite a Otto e Mezzo, su La 7, commenta così il primo giro di consultazioni sul governo, andato a vuoto. Il direttore del Fatto Quotidiano auspica, quindi, un Pd de-renzizzato perché “un Pd a trazione renziana non è per nulla disponibile a parlare col M5S. Un Pd a trazione diversa, ad esempio a trazione mattarelliana, franceschiniana o orlandiana, sarebbe forse più disponibile, se non altro a parlare, perché non è che parlando si fa un accordo”.

Per Travaglio il Pd non può stare all’opposizione: “Il Pd è il secondo partito italiano e ci ha governati ininterrottamente dal governo Monti, cioè dal 2011. E’ il partito che con Berlusconi e con la Lega ha fatto la legge elettorale, ripristinando un sistema sostanzialmente proporzionale. Adesso siamo in un sistema proporzionale. E nei sistemi proporzionali – obietta – dalle urne non esce chi va al governo e chi va all’opposizione, ma escono di solito dei partiti che poi devono coalizzarsi. Una volta che si è formata una coalizione, si può decidere di stare all’opposizione. Ma non può esistere un partito, che tra l’altro è il secondo in Italia, a decidere di stare già all’opposizione, perché non sa chi c’è in maggioranza. Non si sa nemmeno se ci sarà un governo”.

Travaglio ribadisce: “A chi fa l’opposizione il Pd? In questa fase, in un sistema proporzionale, tutti dicono quello che preferiscono o quello che vogliono evitare. Ed è curioso che ci sia un partito che ha governato per 7 anni e che improvvisamente dice di non starci a prescindere. E’ un atteggiamento un po’ infantile ed è frutto di quel progetto renziano che, non contento di aver semidistrutto il partito, lo vuole polverizzare evidentemente”.

La conclusione è trachant: “Poi ci sono anche gli uomini di Renzi, che dicono che vogliono fare un altro partito, sulla scia di En Marche, imitando Macron, il quale peraltro, a differenza del Pd, le elezioni le vince. Penso che sia giusto che il Pd si dia un vertice renziano o meno e poi decida se appoggiare un governo col M5S o un governo di centrodestra, il che non è affatto escluso. Ma dire ‘non facciamo niente’ è contro le regole basilari del sistema proporzionale”.