“Coronavirus è una bufala”. Comune di Bergamo denuncia complottista VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Aprile 2020 1:06 | Ultimo aggiornamento: 28 Aprile 2020 1:06
"Coronavirus è una bufala". Comune di Bergamo denuncia complottista

“Coronavirus è una bufala”. Comune di Bergamo denuncia complottista

BERGAMO – “Il coronavirus è una bufala del governo per controllarci e tenerci a casa”. Lo ha ribadito più volte su diversi social network e in un video YouTube divenuto in poco tempo virale. 

Per questo una cittadina bergamasca, nota sul web col nome di Pam Morrigan, è stata denunciata per diffamazione dal Comune di Bergamo. 

La donna, che è una sedicente dipendente di un’impresa di pompe funebri e si è già distinta in passato per le sue tesi terrapiattiste e no vax, arriva a mettere in dubbio i numeri ufficiali sulla mortalità per Covid-19 nella provincia di Bergamo, una delle più colpite d’Italia. 

“Affermazioni false” che, secondo l’amministrazione comunale, non solo ledono l’immagine della città, ma soprattutto sono un oltraggio al dolore di migliaia di bergamaschi che hanno subito la tragedia del lutto dei loro cari.

Nel video incriminato la donna sostiene anche che “non c’è mai stata una vera e propria emergenza e non ci sono stati tutti quei morti, semplicemente hanno imposto la chiusura al 47% delle imprese funebri di Bergamo e per questo quelle rimaste avevano avuto difficoltà ad evadere le richieste”.

“Le agenzie funebri hanno sempre lavorato tutte durante l’emergenza Covid, cercando di svolgere al meglio la loro professione e lo hanno fatto anche rischiando il contagio”, precisa il Comune.

Sempre nello stesso video la donna afferma che “hanno dovuto chiamare i camion militari perché le bare puzzavano e non potevano essere trasportate nei carri funebri normali”.

Anche su questa affermazione il Comune è chiaro: “È stato deciso di utilizzare i camion dell’Esercito per riuscire a trasportare l’ingente numero di bare, il cimitero di Bergamo era diventato anche il punto di raccolta dei defunti di una buona parte dei comuni dell’hinterland, e lo si è fatto anche per non dover addebitare alle famiglie dei defunti il costo di trasporto in forni crematori al di fuori della Regione”.