Coronavirus, stilista brucia i suoi abiti: “Fase 2 nessun aiuto, in fumo i miei sogni” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 Aprile 2020 15:16 | Ultimo aggiornamento: 30 Aprile 2020 15:16
brucia abiti sposa

Coronavirus, stilista brucia i suoi abiti: “Fase 2 nessun aiuto, in fumo i miei sogni”

 VEGLIE (LECCE) – Per protesta contro le ultime disposizioni governative, Pietro Demita, stilista titolare della Diamond Couture di Veglie in Salento, ha dato fuoco a nove abiti da sposa della sua ultima collezione primavera-estate.

E’ stato lo stesso stilista pugliese, che produce artigianalmente abiti da sposa e da cerimonia, a far conoscere il suo gesto su Facebook, dopo aver bruciato i preziosi e voluminosi abiti nel retro del magazzino, in modo protetto su terreno privato.

Demita ha spiegato le motivazioni del suo gesto: “Dopo le ultime disposizioni governative riguardanti la Fase 2 di questa emergenza, il mondo del wedding che in questo momento rappresento è stato letteralmente abbandonato”.

“Non una data, non una citazione, non un aiuto per noi – ha aggiunto Demita -. Oggi davanti al mio atelier che è fulcro e bandiera dell’artigianato made in Italy, a nome di tutte le aziende del settore moda sposi, ho voluto lanciare un segnale forte, di rottura, di protesta nei confronti di uno Stato che ha deciso di ignorare una parte produttiva del Paese enormemente importante”.

Il gesto è amaro e sofferto. “A nome di tutti i produttori della mia categoria, ma anche a nome di tutti gli imprenditori che fanno parte del settore nozze, che sono tantissimi, e che rischiano tutti di fallire, letteralmente. Mi auguro che questo mio gesto limite possa arrivare dritto a chi decide delle nostre vite, perché è impensabile restare in piedi senza un aiuto economico vero, concreto, veloce e realmente libero da ogni burocrazia”.

Lo stilista aggiunge: “Noi amiamo l’Italia, amiamo e sosteniamo da sempre il made in Italy, ma non siamo più disposti a farci massacrare economicamente. Siamo il cuore pulsante dell’Italia, siamo la parte produttiva che ci rende famosi nel mondo, abbiamo un orgoglio che ci è stato calpestato. Non lo permetteremo più”.

Per lo stilista salentino, le sue creazione sono “il frutto del mio talento, all’arte delle mie mani, ma prima di me lo hanno fatto le decisioni economico-politiche, che hanno dato fuoco al nostro futuro e ai nostri sogni” (fonte: Ansa, Repubblica).

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