Coronavirus, il successo di Taiwan nel contenere l’epidemia: ma per l’Oms l’isola “è parte della Cina”

di Caterina Galloni
Pubblicato il 1 Aprile 2020 7:13 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2020 19:28
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Coronavirus, il successo di Taiwan nel contenere l’epidemia: ma per l’Oms l’isola “è parte della Cina”

ROMA – Coronavirus, l’ombra della Cina ha condizionato e condiziona la Organizzazione mondiale della sanità (Oms, in inglese Who)? Peggio: la Oms avrebbe tenuto nascosto l’allarme sull’epidemia da coronavirus lanciato da Taiwan, fin dal mese di dicembre, dell’epidemia, non ancora pandemia, di coronavirus in Cina.

Secondo il New York Times, Taiwan ha accusato L’Oms di non aver trasmesso un allarme inviato a dicembre, ed è stata anche rilanciata da un post del New York Times, intitolato, in modo abbastanza asettico, “Intervista a un funzionario dell’Oms che riaccende le critiche sull’ingerenza della Cina”. All’origine della polemica c’è Taiwan, con tutte le implicazioni geopolitiche e storiche del caso. L’accusa alla Oms è pesante.

Un medico consulente di alto livello dell’Organizzazione, Bruce Aylward, tutte le volte che una giornalista di una tv Hong Kong gli chiedeva di Taiwan, svicolava e cambiava discorso, elusivo e imbarazzato. A Taiwan è stato ampiamente riconosciuto il merito di aver contenuto la diffusione del coronavirus all’interno dei confini, nonostante la vicinanza alla Cina continentale e al gran numero di persone che viaggiano regolarmente attraverso lo Stretto di Taiwan. Taiwan ha registrato 283 casi confermati di coronavirus e solo due morti.

Ma il funzionario dell’Oms ha eluso le domande, riproponendo invece le critiche secondo cui la Cina esercita un’indebita influenza su quello che dovrebbe essere un ente apolitico interessato alla salute mondiale. La Cina considera Taiwan parte del suo territorio e ha cercato di limitare il suo riconoscimento e la sua partecipazione internazionali in organismi multinazionali come l’OMS. Nelle relazioni sulla situazione del coronavirus, l’Oms ha elencato Taiwan come parte della Cina e l’ha definita “Taipei”, la sua capitale, e in seguito “Taipei e dintorni”. In un’intervista trasmessa sabato scorso da RTHK, l’emittente pubblica di Hong Kong, la giornalista Yvonne Tong ha chiesto a Bruce Aylward se Taiwan debba essere riconsiderata come membro dell’organizzazione. Durante la videochiamata, inizialmente Aylward – che a febbraio in Cina ha guidato un team dell’Oms – ha dichiarato di non aver sentito la domanda. 

Ma quando gli è stata fatta di nuovo, ha chiesto a Tong di passare a una nuova domanda. Quando ha provato di nuovo, il video è stato disconnesso. RTHK ha quindi richiamato e chiesto delle prestazioni di Taiwan nel contenere il virus. “Abbiamo già parlato della Cina e se guardiamo in tutte le diverse aree del Paese, in realtà hanno fatto tutti un buon lavoro”, ha risposto Aylward. Joseph Wu, ministro degli esteri di Taiwan, ha criticato i commenti di Aylward e scritto su Twitter: “Wow, all’Oms non possono nemmeno pronunciare Taiwan?” e aggiunto:”Quando si affronta una pandemia si dovrebbe mettere da parte la politica”.