Guzzanti, non ridere dei preti! Denunciato per lesa religione

Pubblicato il 10 Gennaio 2013 9:15 | Ultimo aggiornamento: 10 Gennaio 2013 14:32

Guzzanti denunciato per vilipendio, i cattolici contro il suo Don Pizzarro

ROMA – Corrado Guzzanti accusato di vilipendio alla religione. Se si farà sarà proprio un bel processo. Che faranno i magistrati? Archivieranno, perché si tratta di satira e si può ridere di tutto, anche dei preti? O manderanno avanti l’indagine, fino a un processo (d’opinione?) secondo il principio: scherza coi fanti ma lascia stare i santi?

Sta di fatto che la suscettibilità dei telespettatori cattolici (riuniti in apposita associazione, l’Aiart) ha creato il paradosso di una denuncia per un supposto reato a proposito di un tipo di satira accettata dalla sensibilità comune del pubblico. Che infatti da anni va a vedere a teatro e in tv gli spettacoli del comico.

Il vilipendio alla religione, ovvero la denuncia contro La7, passa per battute come queste: “L’aborto? Mettiamo gli obiettori di coscienza negli ospedali, gli facciamo fare carriera, e va bene così”.  “La pillola abortiva? Obiettori pure nelle farmacie. Come fanno a negarla? Basta dire: è finita, la la devo ordinare, arriva tra 9 mesi: ciao panzò”.

Sotto accusa don Florestano Pizzarro, personaggio che non è piaciuto all’associazione che ha deciso di denunciare il comico e la trasmissione Recital (in onda il 4 gennaio scorso su La 7) per vilipendio alla religione .”Siamo stati sollecitati da telefonate e mail per il Recital ‘di e con Guzzanti’ andato in onda su La7 in prima serata. Il programma è offensivo dei sentimenti religiosi dei cattolici e, più in generale, di quanti liberamente professano una confessione religiosa. Guzzanti, credendo di fare satira, appare vestito da cardinale, e irride alla Trinità, alla Madonna di Lourdes, al Vangelo, alla Chiesa, al Pontefice e con battutacce da caserma ‘liquida’ le posizioni della Chiesa sulla bioetica. Abbiamo dato mandato al nostro legale avvocato Caltagirone di presentare denuncia alla Procura della Repubblica di Roma”. Corrado Guzzanti per ora ha preferito non commentare, intanto Stefano Corradino ha lanciato una petizione in sua difesa su Change.org che ha raccolto 40mila firme in poche ore.