Costa Concordia, la prossima settimana provano a spostarla: ecco le fasi (video)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 settembre 2013 17:59 | Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2013 18:00
Costa Concordia, la prossima settimana provano a spostarla: ecco le fasi

Costa Concordia, la prossima settimana provano a spostarla: ecco le fasi

ROMA – La rimozione del relitto della Costa Concordia dalle coste dell’isola del Giglio potrebbe iniziare dopo il 14-15 settembre.

Ma come sarà possibile rimuovere questo gigante dei mari alto quanto la torre di Pisa, lungo tre volte un aereo?

Per permettere che i lavori di rimozione della Costa Concordia si svolgano nella massima sicurezza e con ogni tipo di situazione metereologica è importante che il relitto, che pesa 114 mila tonnellate, sia messo in sicurezza.

Per questo lo scafo deve essere ancorato a quattro piloni d’acciaio sommersi, a loro volta ancorati, all’estremità opposta, al fondale marino. Successivamente saranno installate dodici torrette tra la nave e la costa che saranno utilizzate per il ribaltamento della nave. Dalla cima delle dodici torrette partiranno ventiquattro cavi d’acciaio (due per torretta) che, avvolgendo dal di sotto lo scafo, verranno agganciati alla murata di babordo (ovvero il lato sinistro della nave) per mezzo di ganci computerizzati; un sistema che consentirà, in seguito, le operazioni di rotazione e ribaltamento del relitto, in calendario per la prossima primavera.

Il secondo step prevede il collocamento sul fondale marino del falso fondo sul quale potrà scivolare ed appoggiarsi lo scafo dopo il ribaltamento del relitto.

Il falso fondo è realizzato da due parti distinte: un basamento in cemento eco-sostenibile collocato immediatamente sotto lo spigolo di dritta (a destra) dello scafo della nave e adagiato sul fondale e una piattaforma in acciaio adiacente al doppio fondo su cui potrà poggiare lo scafo quando la rotazione riporterà la Costa Concordia in posizione verticale.

Le trivellazioni del fondale, necessarie per ancorare la piattaforma ad esso, verranno realizzate dalla britannica Frugo Seacore che ha una pluriennale esperienza nelle trivellazioni “offshore”. In seguito, grazie a una mastodontica gru, verranno posizionati i quindici stabilizzatori di babordo, veri e propri galleggianti, che serviranno a riportare a galla la nave, una volta ribaltata.

La fase più delicata delle operazioni sarà il momento del ribaltamento (“parbuckling“, come ricorda anche il sito theparbucklingproject.com, dove tutte le fasi dell’operazione sono descritte con perizia di particolari e dettagli tecnici), che richiederà due giorni interi.

Per farlo, dei ganci, collegati a cavi d’acciaio che partiranno dalla piattaforma subacquea, saranno ancorati in cima agli stabilizzatori di babordo: quando saranno tirati verso il mare, il relitto comincerà la rotazione, mentre i ganci e i cavi ancorati alle dodici torrette bilanceranno la spinta, fino a che la nave tornerà in posizione verticale, scivolando e appoggiandosi sulla piattaforma sommersa. È questa la fase più critica delle operazioni, anche perché è importante che lo scafo non venga danneggiato durante la rotazione.

A questo punto non resterà che posizionare i rimanenti quindici stabilizzatori sulla murata di dritta della Costa Concordia e dare inizio, tramite delle pompe, allo svuotamento dell’acqua dalla batteria di trenta galleggianti/stabilizzatori, così che la nave (della quale diciotto metri in altezza rimarranno comunque sommersi) possa essere trasportata per il suo ultimo viaggio, verso la sua destinazione finale.