Cuba dichiara guerra al reggaeton: “Ballo aggressivo e osceno”

Pubblicato il 10 Dicembre 2012 10:56 | Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre 2012 11:16
Cuba dichiara guerra al reggaeton: "Ballo aggressivo e osceno"

Cuba dichiara guerra al reggaeton: “Ballo aggressivo e osceno”

L’AVANA – Guerra al reggaeton: il governo cubano ha deciso di lanciare una offensiva finale contro quello che ogni giorno è forse il più popolare genere musicale nell’isola, definendolo ”trasgressivo e controproducente” e annunciando che sta studiando la possibilità di varare una legge che potrebbe proibirlo negli spazi pubblici. La parola d’ordine è arrivata dall’alto: Orlando Vistel Columbiè, presidente dell’Istituto Cubano di Musica (Icm) – in una intervista a Granma, l’organo ufficiale del Partito Comunista- ha detto che ”la volgarità e la mediocrità non devono danneggiare la ricchezza della musica cubana” e dunque si sta preparando ”una norma giuridica che dovrà regolare l’uso pubblico della musica”.

Si tratta, ha spiegato Vistel di combattere contro ”prodotti pseudoartistici che non hanno niente a che vedere con la nostra politica culturale né con l’etica della nostra società”, con ”testi aggressivi, sessualmente espliciti, osceni, che manipolano la sensualità della donna cubana, riducendola ad un grottesco oggetto sessuale, in un contesto gestuale ancor più grottesco”.

”Non parliamo solo del reggaeton”, ha precisato il presidente dell’Icm, aggiungendo però che anche se ”le espressioni banali, volgari e mediocri” esistono un po’ dappertutto ”è indubbio che nel reggaeton questo è molto più evidente”. Le dichiarazioni di Vistel non costituiscono di per sè una novità: la crescita costante della popolarità del cubaton, versione locale del reggaeton, ha portato l’anno scorso alla semiproibizione (ufficialmente si consigliava alle radio di ”passarlo il meno possibile”) di ”Chupi Chupi”, un hit ballabile con numerosi, evidenti e per lo piu’ comici riferimenti al sesso orale. ”Chupi Chupi” non e’ stato solo un hit clandestino: nel pezzo, cosi’ come nel video che lo accompagnava, il cantante Osmani Garcia era accompagnato da molte delle star del cubaton -Jacob Forever, Eri White, El Principe, Blad MC, William El Magnifico- a dimostrazione dell’esplosione del genere nel panorama sempre vivace della musica cubana.

Nato a inizio del secolo a Puerto Rico, ma prodotto della fusione fra il reggae-dancehall in spagnolo del Panama, il cosiddetto Miami Bass, l’hip hop afroamericano e diversi stili musicali dei Caraibi, il reggaeton è diventato uno dei generi musicali, e anzitutto di ballo, più popolari dell’America Latina, producendo una sfilza di star a livello continentale come Daddy Yankee, il cui pezzo ”Gasolina” è  diventato un hit mondiale nel 2004, raggiungendo anche l’Italia.

A Cuba, il modello ritmico di base del reggaeton si è arricchito di caratteristiche locali, incorporando percussioni dell’isola e arrangiamenti appartenenti a altri generi tradizionali -come la fisarmonica che accompagna ”Chupi Chupi”, eredità del son cubano- e adottando la coreografia legata dall’inizio al contagioso ritmo: il ”perreo”, o ballo del cane, in cui la posizione dei ballerini ha chiare connotazioni sessuali.

Daddy Yankee con “Gasolina”

“Chupi Chupi” di Osmani Garcia