Maurizio Crozza-Papa Francesco: “Salvini a San Pietro? Togli felpa da pirla” VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Gennaio 2015 2:36 | Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio 2015 8:07
DiMartedì, Crozza: "No battute su Maometto o poi maglietta Je suis Mauri" VIDEO

DiMartedì, Crozza: “No battute su Maometto o poi maglietta Je suis Mauri”

ROMA – “Meglio non fare battute su Maometto o poi anche per me ci vorranno le magliette ‘Je suis Mauri‘”. Esordisce così   nella copertina del programma DiMartedì condotto da Giovanni Floris e in onda su La7 la sera del 13 gennaio.

Crozza commenta la strage di Charlie Hebdo con ironia per poi rivolgersi a Matteo Salvini, segretario della Lega nord ospite in studio, e nelle imitazioni dei vari personaggi politici.

La soluzione di Crozza se il Califfato dell’Isis attaccasse La7 sarebbe quella di lasciare la copertina satirica al sondaggista Pagnoncelli. Crozza poi saluta Salvini e gli chiede come mai sia passato dal terrorismo di “matrice calabra” a quella di “matrice islamica”, parlando di killer musulmani e

“facendo di tutta l’erba un fascio. Sull’erba non so, magari qualche dubbio ce l’ho che se la sia fumata, ma sul fascio mi sembra che non ci siano dubbi”.

Poi Crozza imita Papa Francesco, intento a rispondere alle critiche di Salvini che lo ha accusato di non fare un buon servizio a dialogare con l’Islam:

“Bene, se lo dice Salvini allora quasi quasi mi fermo, si sa che Salvini porta la pace tra i popoli, è proprio la peculiarità di Matteo Saalvini. Sono lui e il Dalai lama che si dividono questo compito ingrato del mondo di portare la pace. T’ho matteo prendi, qui ci sono le chiavi di San pietro, quella chiesetta piccola vicino alla casa di Bertone. Il Papa fallo tu, ma all’Angelus togliti la felpa, no vorrei che il mondo scoprisse che sei solo un grandissimo pirla”.

Poi Crozza commenta il tweet di Daniela Santanché, di Forza Italia, perché

“sentire che lei vuole pubblicare Charlie Hebdo in Italia è un po’ come se Hannibal lecter volesse produrre Masterchef”.

Non manca poi l’ironia sull’eventuale attacco ai vigili urbani (assenteisti) di Roma, possibili obiettivi dei terroristi:

“Il Califfo vuole arrivare a Roma, ma Roma è complicata. Già solo se volete prendere i vigili urbani dovete andare a stanarli casa per casa. Terroristi dormienti? Noi abbiamo intere categorie dormienti, che non si svegliano nemmeno con le cannonate”.

E poi il comico si getta in un’interpretazione di Antonio Razzi, senatore di Forza Italia, immaginato da Crozza a rappresentare l’Italia all’11 settembre cantando come le Kesler.

Arriva nella copertina anche il momento di Crozza per Matteo Renzi, dall’inglese “esperanto, esperanto che stia zitto” e che

“parla sempre lui coi leader mondiali e parla con quella spavalderia tipica di chi sa che se comincia ad ascoltare gli altri prende coscienza dell’enorme vuoto che c’è in lui. Ma sai che i delfini hanno più capacità di ascolto di Renzi e una risata simile. Sto scherzando ovviamente, I delfini sono intelligentissimi”.

Non è mancato poi il saluto a Giorgio Napolitano, imitato da Crozza che gli fa dire:

“Sono contento di tornare nella mia casa. – Poi ha alzato gli occhi, si è guardato intorno e ha detto – Ma io, dove abito?”.