Femen in topless al museo d’Orsay. La protesta dopo l’allontamento della visitatrice “scollata” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 Settembre 2020 13:12 | Ultimo aggiornamento: 16 Settembre 2020 12:17
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Femen in topless al museo d’Orsay. La protesta dopo l’allontamento della visitratrice “troppo scollata”

Le Femen in topless al museo d’Orsay di Parigi per protestare contro la struttura che, lo scorso martedì ha  impedito ad una donna “scollata” di entrare.

Le Femen tornano alla ribalta ed entrano al museo d’Orsay a Parigi in topless per protestare contro il museo che, martedì scorso, non aveva fatto entrare una visitatrice giudicata “troppo scollata”.

Una dozzina di donne hanno protestato con il braccio alzato nella sala principale del museo.

Tutte indossavano la mascherina e si trovavano a distanza di sicurezza.  

Durante il blitz, le donne hanno gridato frasi come “l’oscenità è nei vostri occhi”, o la stessa “questo non è osceno”.

Femen, il comunicato contro il museo d’Orsay

In un comunicato, hanno spiegato la ragione della dimostrazione: “Il museo d’Orsay ospita numerose opere, molte delle quali nudi femminili e maschili, così come il celebre dipinto ‘L’origine du monde’ di Gustave Courbet”.

“Per quegli agenti un abito scollato è un problema, ma non crea loro alcun problema fissare i seni di una donna e giudicare com’è vestita”.

Museo d’Orsay, donna fermata all’ingresso: “O si copre o non entra” 

“O si copre o non entra”, hanno detto ad una donna all’ingresso del museo d’Orsay lo scorso 8 settembre.

La malcapitata è potuta accedere alle sale dopo aver indossato una giacca.

Solo allora ha potuto vedere ben più scoperti nudi come ‘L’origine del mondo’ di Courbet o la ‘Colazione sull’erba’ di Manet.

Ma il giorno dopo la giovane donna ha scritto una lettera aperta al Museo d’Orsay, raccontando nei dettagli quando accaduto. 

“(….) Chiedo che cosa stia succedendo, nessuno mi risponde ma fissano i miei seni, mi sento a disagio, l’amica che mi accompagna è sconvolta”.

“Un altro agente, di sicurezza stavolta — i seni, quest’arma di distruzione di massa — si avvicina e mi intima ad alta voce: ‘Signora le chiedo di calmarsi”‘.

“Sono calmissima, vorrei solo capire perché non posso entrare nel museo. 9Le regole sono le regole’.  Arriva un altro responsabile, nessuno ha il coraggio di dire che il problema è il décolleté, ma tutti fissano apertamente i miei seni, designati alla fine con un ‘questo'” (fonte: Il Fatto Quotidiano, Huffongton Post, Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev).