Video incastra presunti attentatori di Adinolfi, il manager Ansaldo gambizzato

Pubblicato il 14 settembre 2012 8:17 | Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2012 23:07

GENOVA – I due presunti autori dell’agguato a Roberto Adinolfi, manager di Ansaldo, sarebbero stati fermati. Nicola Gai e Alfredo Cospito, scrive il Corriere, sono stati accusati di attentato con finalità di terrorismo. I due, secondo le accuse, potrebbero essere i responsabili della gambizzazione di Adinolfi del 7 maggio scorso, che “era nel mirino degli anarchici fin dal 2009” secondo il procuratore Nicola Piacente. Il Corriere scrive che Gai e Cospito sono stati fermati a Torino dai carabinieri del Ros e dalla digos di Genova durante un’operazione contro la Fai, Federazione anarchica informale. Gli agenti li avrebbero fermati mentre i due si preparavano ad abbandonare l’Italia.

Le accuse per Gai e Cospito sono di attentato con finalità di terrorismo, lesioni aggravate con finalità di terrorismo, porto abusivo d’arma. Anche la compagna di di Cospito. A disporre i fermi per i due uomini, residenti a Torino, è stato il procuratore aggiunto Nicola Piacente ed il pm Silvio Franz. Michele di lecce, procuratore di Genova, ha dichiarato che le indagini continuano perché “potrebbero avere avuto contatto e rapporti con altri ma questo sarà oggetto di ulteriori approfondimenti”.

IDENTIKIT DEI FERMATI – Alfredo Cospito ha 45 anni, non lavora ed è originario di Pescara. La compagna ha un negozio di tatuaggi, scrive il Corriere, che aggiunge come Cospito abbia sempre militato “nell’orbita dell’anarchia”. Nicola Gai invece ha 35 anni ed origini torinesi. Il Corriere scrive che lavorava per una tipografia.

RICONOSCIUTI DA UN VIDEO –  I due Sottoposti a fermo sono stati identificati studiando i filmati delle videocamere collocate davanti alla caserma dei Nas di Genova, nella zona della stazione di Brignole, non lontana dal luogo dove gli attentatori abbandonarono lo scooter usato per l’agguato (a seguire alcuni frammenti del video) . I due, avviandosi a piedi alla stazione, si sarebbero tolti il casco senza accorgersi delle telecamere. L’identificazione è stata possibile grazie alle comparazioni delle segnaletiche della Digos, poiché avendo precedenti erano già schedati.

PERICOLO DI FUGA –  Il blitz sui due fermati Cospito e Gai è scattato la mattina del 14 settembre perché c’era ragione di ritenere che i due stessero per fuggire. Lo ha detto il procuratore Michele Di Lecce:. ”Da intercettazioni si è capito che vi era un pericolo reale di fuga”. Gli investigatori sono risaliti ai due fermati anche grazie all’analisi degli scritti contenuti in una rivista dell’area anarchica denominata Kno3.

La procura di Genova ritiene che i due fermati nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato a Roberto Adinolfi abbiano agito da soli, e comunque non abbiano alle spalle una associazione. Di Lecce l’ha sottolineato e poi ha precisato che per questo motivo la Procura ha scelto di contestare in base all’art. 280 il reato di attentato all’incolumità personale con finalità di terrorismo, ma non ha contestato alcun reato associativo.

IL FERMO A  PERUGIA – Cospito e Nicola Gai, scrive l’Ansa, sono residenti a Torino e hanno precedenti di terrorismo nell’ambito di un’inchiesta a Perugia. Lo ha reso noto la Procura di Genova, che, prima della conferenza, ha diffuso un comunicato. I due risultano ”inseriti nel circuito anarco-insurrezionalista Fai’.

Giancarlo Caselli, procuratore capo di Torino,ha però sottolineato che “non c’è alcuna contiguità degli arrestati con l’estremismo no Tav”.

ADINOLFI RINGRAZIA TUTTI –  “Ringrazio tutti coloro che, con grande impegno e determinazione, si sono dati da fare per arrivare a questo importante risultato, dalle forze dell’ordine alle autorità competenti – ha detto  Adinolfi nella breve nota diffusa da Ansaldo – sono sicuro che questo contribuirà a rasserenare le tante persone che in questi mesi hanno condiviso con me il loro sbigottimento per un atto che non trova spiegazione”.