Flavio Briatore alla Bocconi: “Ai camerieri del Billionaire 5mila euro di mance”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Maggio 2014 16:49 | Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2014 16:51
Flavio Briatore alla Bocconi: "Ai camerieri del Billionaire 5mila euro di mance"

Flavio Briatore

MILANO – All’aula magna dell’Università Bocconi di Milano tra professori e accademici arriva Flavio Briatore. Il team manager di Formula Uno e proprietario di alcuni locali vip come il Billionaire di Porto Cervo dove, a suo dire, i camerieri prendono 5mila euro di mance al mese, ha dato la propria lezione agli studenti dell’ateneo: “Abbiate coraggio, in Italia è difficile farcela. Per fare impresa servono soldi e pazienza. Solo uno su un milione ce la fa”. Il dibattito verteva proprio sul tema “Il manager del domani, tra teoria e prassi”. Così Briatore ha detto la sua su come avere successo in Italia-

“Ho sentito parlare di start-up. Adesso questi start-­up sono diventati di moda. Solo che in Italia, dove su un milione di start-up ne va a buon fine uno, ci vogliono notai ed eu­ro sonanti. Diciamo cinquantamila eu­ro, almeno, e devi pure aspettare sei me­si per aprire i battenti. Mentre in Inghil­terra, giusto per fare un esempio, basta­no venti sterline e 24 ore dopo puoi parti­re con la tua società e la tua idea”.

Il manager ha incitato gli studenti a darsi da fare finché sono giovani, senza limitarsi ad imitare grandi della contemporaneità:

“Potete anche avere dei model­li da prendere ad esempio. Ma ricordate che Steve Jobs, Armani e tanti altri geni che hanno cambiato il mondo sono pez­zi unici. Non sforzatevi di imitarli per di­ventarne poi una brutta copia. Magari, so che qui non dovrei dirlo, mollate an­che l’Università se pensate che la vostra idea sia una buona idea. E per rischiare sulla vostra buona idea non aspettate di avere 85 anni, buttatevi nella giungla che c’è fuori quando ne avete al massi­mo 28 o 30 di anni. E difendete quella idea se ci credete. Nessuna sogna da grande di essere povero e sfigato ma un buon imprenditore, che è anche un buon manager, è quello che fa i soldi per sé e per i suoi dipendenti, che si prende cura di tutta la squadra. Perché un’azien­da è una squadra dove tutto funziona esattamente come in Formula, dove ognuno deve fare la sua parte se si vuole guadagnare e si vuole essere competiti­vi. (…) Tro­vate la vostra nicchia e mettetevi d’impegno per sfondare. Lasciatevelo dire da uno che i soldi li ha fatti, li ha persi, li ha rifatti e adesso non li perde più”.