Funerali Mario Cerciello Rega, la moglie: “Continuerò ad amarti per tutta la vita”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Luglio 2019 12:23 | Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2019 14:18
La celebrazione dei funerali di Mario Cerciello Rega

La celebrazione dei funerali di Mario Cerciello Rega (foto Ansa)

ROMA – Si è svolta nella chiesa – gremita – di Santa Croce, a Somma Vesuviana, la celebrazione dei funerali di Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso nel quartiere Prati, a Roma. La chiesa è la stessa dove Rega un mese e mezzo fa aveva sposato la fidanzata Rosa Maria, che oggi ha seguito l’ingresso del feretro.

Sul feretro la moglie Rosa Maria Esilio ha steso la maglia numero 24 del Napoli, con il nome di Insigne. Rega, infatti, era un tifoso sfegatato dei colori azzurri. E ad accompagnarlo nell’ultima cerimonia della sua vita tutti i simboli delle sue passioni, come il berretto e la sciabola di carabiniere, le foto con la moglie nei giorni felici prima del matrimonio, un mese e mezzo fa. E un fascio di fiori avvolto in una carta bianca. In prima fila la moglie Rosa Maria, la madre Silvia, il fratello Paolo e la sorella Lucia. Si tengono abbracciati e cercano di nascondere la commozione, mentre l’ordinario militare Santo Marcianò pronuncia l’omelia, ricordando questa famiglia così unita e il valore di Mario che ha aiutato tutti a superare la morte del padre. A fianco, nell’altro banco di prima fila le più alte cariche dello Stato, i vicepresidenti del Consiglio Salvini e Di Maio, il ministro della Difesa Trenta e quello dell’Ambiente Costa. Il più vicino alla moglie di Mario Cerciello Rega è il presidente della Camera Roberto Fico.

Una morte “ingiusta” che “ci spinge, oggi, a levare un grido che si unisce alla tante e diverse voci che in questi giorni hanno formato un unico coro, testimoniando la straordinarietà dell’uomo e del carabiniere Mario, ma anche chiedendo che venga fatta giustizia e che eventi come questo non accadano più”. Queste le parole dell’arcivescovo ordinario militare per l’Italia, Santo Marcianò, nel corso dell’omelia.

“Basta! Basta piangere servitori dello Stato – continua –  giovani figli di una Nazione che sembra aver smarrito quei valori per i quali essi arrivano a immolare la vita! Mario era fiero di essere carabiniere e come tale aiutava tutti quelli che incontrava sul suo cammino, nessuno escluso. Non chiediamo al Signore perché ce lo ha tolto, ringraziamolo per avercelo donato”.

Incarnava la missione del carabiniere, ha proseguito, “con competenza e destrezza ma anche con una dedizione e una cura della persona superiori a ogni regolamento scritto; era capace – abbiamo sentito da tante testimonianze – di vegliare una notte intera in ospedale, accanto a una madre vedova e alla figlia, o di provvedere ai pasti e alla dignità dei criminali arrestati”.

“Voi giovani, invece, siete ricchi di tanti doni e potenzialità, come Mario, un giovane meraviglioso che ha scoperto il sapore dell’esistenza non nello “sballo” ma nel dono di sé – ha ricordato l’arcivescovo – nel volontariato di barelliere all’Ordine di Malta, nell’essere uomo dei poveri e ultimi, dei senzatetto con i quali condivideva il suo tempo libero, i suoi averi, il suo sorriso. E il suo sorriso ha occupato in questi giorni le prime pagine dei giornali, testimonianza di una non comune capacità di donare amore, amicizia, gioia. Era la sua vita, perciò ha potuto servire la vita fino alla fine, offrendo una lezione indimenticabile che lascia senza parole e ha fermato l’Italia, con una partecipazione di popolo poche volte registrata”.

La preghiera della moglie.

“Prometto di amarti e onorarti sempre tutti i giorni della mia vita”. Rosa Maria Esilio, la vedova di Mario Cerciello Rega, lascia così il pulpito della chiesa di Santa Maria del Fosso dopo aver letto la preghiera della moglie del carabiniere, con la voce rotta dalla commozione. Ripete la promessa di matrimonio, a distanza di un mese e mezzo, nello stesso luogo dove furono celebrate le nozze con il vice brigadiere ucciso. 

La moglie di un carabiniere, dice la donna, “deve possedere le qualità di un padre e di una madre allo stesso tempo, essere sempre attiva ed intraprendente, far fronte a tutte le necessità, essere capace di svolgere allegramente le sue mansioni anche se è stanca o ammalata, ed essere capace di cambiare casa, abitudini e amicizie spesso e all’improvviso”.

Subito dopo l’Ordinario militare Santo Marcianò ha concluso il rito funebre, ricordando come oggi “l’Italia intera sia in lutto”. Il feretro è stato portato a spalla fuori della chiesa, tra gli applausi scroscianti dei presenti. 

Rosa Maria, uscendo dalla chiesa al termine del funerale ha sollevato un’immagine del marito e ha urlato verso la folla “bello eh”, ricevendo il caldo applauso dei presenti.

Fonte: Ansa, Agi.