Genova, poliziotto alla rom con arnesi da scasso: “Se ti prendono, ti linciano” VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 agosto 2018 11:53 | Ultimo aggiornamento: 20 agosto 2018 13:35
Genova, Ponte Morandi poliziotto alla rom sciacalla: "Se ti prendono, ti linciano" VIDEO

Genova, poliziotto alla rom sciacalla: “Se ti prendono, ti linciano” VIDEO

GENOVA – “Oggi ti abbiamo preso noi, ma domani ti linciano”: un poliziotto si rivolge così a una delle rom fermate nei pressi a Genova, di fronte alla zona degli sfollati, sull’altra sponda del torrente Polceverale due sono state trovate in possesso di arnesi da scasso. Il video è stato girato in esclusiva da Local Team. Probabilmente, ipotizza il sito, si tratta di due nomadi del campo rom di Bolzaneto, non lontano dalla zona interessata dal crollo di Ponte Morandi [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play].

Erano case costruite per i ferrovieri di Genova negli anni ’40, seguiranno la sorte del ponte Morandi che le sovrastava dagli anni ’60 e che le minaccia ancora coi monconi rimasti dopo il crollo: saranno demolite. Per fare questo, il primo passo è l’evacuazione degli sfollati che ci hanno abitato fino al 14 agosto. Nelle prossime ore gli sfollati avranno i primi nuovi alloggi: il Comune consegna le chiavi di 11 appartamenti ad altrettante famiglie, nella settimana prossima sarà consegnata un’altra trentina. Sono case reperite nel patrimonio comunale e non sono lontane: chi se ne andrà da via Porro, dove si concentrano le palazzine sgomberate, si deve spostare di circa due chilometri, a San Biagio di Bolzaneto.

Distanza che permette di mantenere stesse abitudini, stessa organizzazione personale: lavoro, scuola, vita privata.
Un algoritmo è stato impostato dal Comune per assegnare le case con un certo ordine di priorità: vengono prima le famiglie con tanti bambini, con disabili, con anziani in difficoltà. Lo dirà una graduatoria a punti. Uno sportello, per dare consulenza sull’assegnazione delle case, sarà aperto al centro civico di via Buranello. E’ una risposta indiretta alla fila di dubbi avanzati al circolo Sms Concordia dal comitato di via Porro in una riunione di un centinaio di sfollati.

Il portavoce, Ennio Guerci, che vive anche lui in un palazzo sotto il ponte Morandi, ha chiesto chiarezza: “Sentiamo parlare di case, indennizzi, soldi, di tanti annunci – ha detto nel consenso generale – ma nessuno è venuto a dirci esattamente quali sono le case, dove sono, che caratteristiche hanno e con quali criteri vengono assegnate”. “Dobbiamo stare uniti, se qualcuno accetta di contrattare da solo ci dividono”, ha aggiunto, facendo riferimento anche alle Autostrade.

Il comitato critica il sindaco Bucci e il presidente della Regione Toti: “Ci hanno fatto una visita di dieci minuti perché avevano priorità che comprendiamo, ma oggi dobbiamo capire tutti insieme dove siamo nel loro elenco di priorità”. Il comitato vuole pure che ci sia un funzionario del Comune ad occuparsi solo di loro. E poi ci sono dubbi pratici: va pagata la quota del condominio? Vanno pagate le bollette delle utenze dal 14 agosto in poi, cioè dalla evacuazione? “Non sappiamo cosa fare”, si rispondono smarriti. Poi vanno alla messa.

Fulvio, in attesa davanti al ponte ferroviario, ricorda quando comprò la casa sotto il ponte, negli anni ’80: “Ero giovane, mi potevo permettere questo, acquistai dalla vedova di un ferroviere, ma non ho mai considerato che la mia vita e quella della mia famiglia potesse un giorno essere in pericolo”.

Iris è una maestra elementare che segnala ai giornalisti: “C’è chi paga il mutuo per la casa: se ci mandano via devono continuare a pagare le rate?”. Michela e il marito portano via le proprie cose col supporto dei vigili del fuoco: “Da stasera siamo in albergo, finora ci hanno ospitato amici”.

La processione dei carrelli con masserizie, suppellettili, abiti, quadri, è continua. Caricano le auto e danno uno sguardo mesto alle palazzine: torneranno ancora per il trasloco dei mobili, poi sanno tutti che la loro casa non ci sarà più. Come il ponte.