Onder a donne incinte: “In guardia da cani/gatti”. Veterinari: “Disinformazione”

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 Novembre 2013 18:34 | Ultimo aggiornamento: 21 Novembre 2013 18:36
Onder a donne incinte: "In guardia da cani/gatti". Veterinari: "Disinformazione"

Luciano Onder

ROMA – “Mandi in pensione il suo gatto o il suo cane da sua sorella, nonna, zia, per 10-15 mesi in cui programmare e portare a termine la sua gravidanza”: il consiglio dispensato da Luciano Onder, giornalista esperto di medicina e salute, ad un’aspirante mamma ha fatto infuriare i veterinari. Tanto che l’Anmvi, Associazione nazionale medici veterinari italiani, ha gridato alla “disinformazione scientifica e incoraggiamento all’abbandono di animali”.

Il fatto è questo: il 19 novembre Onder nel corso della trasmissione I fatti Vostri, in onda su Raidue, ha risposto alle domande in studio di una giovane donna che programma da mesi di avere un bambino ma si è detta preoccupata di contrarre la toxoplasmosi stando a contatto col suo cane/gatto. Il giornalista le ha prontamente spiegato che grazie alle analisi del sangue può sapere se ha già contratto la malattia e dunque se ne è ora immune perché ha già sviluppato gli anticorpi. Altrimenti, questo il consiglio che ha disturbato i veterinari, “se ne liberi per 10-15 mesi”.

Marco Melosi, presidente dell’Anmvi, interpellato dal Fatto Quotidiano, spiega il suo disappunto:

Oggi anche gli studenti di veterinaria del secondo anno, sanno che il cane non c’azzecca niente con la toxoplasmosi e che, per quanto riguarda il gatto di casa alimentato con cibi commerciali, basta usare guanti a perdere, cambiare la sabbietta tutti i giorni, perché il parassita non possa «sporulare» e diventare infettante, riducendo il rischio praticamente a zero. Quanto a eventuali altre malattie trasmissibili da cani, gatti, conigli nani e compagnia bella alle donne in gravidanza, non saprei proprio cosa inventarmi, perché non ce ne sono, a meno di non andare alla ricerca di esotiche rarità. Più che opportuno invece il consiglio di evitare le carni crude o poco cotte come le verdure non accuratamente lavate e rilavate.

Via libera perciò a gatti e cani in gravidanza? Sì, secondo Marco Melosi:

“Il gatto casalingo, che si nutre di crocchette o scatolette, difficilmente contrae il toxoplasma. Inoltre le ovocisti sono termolabili, difficilmente resistono. Affinché le ovocisti eliminate dal gatto con le feci rappresentino un rischio devono rimanere 2 o 3 giorni nelle feci. Questo non accade se la lettiera viene cambiata ogni giorno. E poi, quando il gatto ingerisce ovocisti, le elimina per 10-15 giorni una sola volta nella vita. Insomma, il rischio è davvero ridotto a zero”.

Infine l’accusa a Onder:

“La cosa più grave che ha detto Onder è quella di allontanare gli animali domestici: è puro allarmismo, un messaggio scorretto sia dal punto di vista medico che del rapporto uomo-animale”.

Ma il giornalista non ci sta a passare per allarmista e disinformatore e replica perciò al Fatto:

“Se una donna che progetta una gravidanza fa le analisi e scopre di non aver mai avuto la toxoplasmosi, deve prendere le sue precauzioni. Oltre a non mangiare carne cruda e lavare bene frutta e verdura, deve stare estremamente attenta a cani e gatti: sono veicoli, come gli altri mammiferi, basta prendere un qualsiasi libro di ginecologia per saperlo. Avete mai visto un bambino colpito da toxoplasmosi? Non ha il cervello, è sordo, cieco, non parla. Anch’io ho un cane bellissimo. Ma la vita di un solo bambino vale più di ogni altra cosa”.