Mamoru Samuragochi, il Beethoven giapponese non è sordo e aveva un ghost writer

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 febbraio 2014 14:13 | Ultimo aggiornamento: 7 febbraio 2014 12:16
Mamoru Samuragochi, il Beethoven giapponese non è sordo e aveva un ghost writer

Mamoru Samuragochi

TOKYO – Mamoru Samuragochi non è sordo e non conosce la musica. Quello che per oltre vent’anni è stato acclamato come il Beethoven del Giappone, è un impostore che non sa neppure scrivere sul pentagramma. All’ombra dei suoi successi, in tutti questi anni, c’era un altro uomo, compositore sfruttato e sottopagato che è finalmente uscito allo scoperto. Si chiama Takashi Niigaki, che lo ha smascherato in una conferenza stampa di oltre un’ora, in diretta tv.

Il finto maestro Samuragochi per circa un ventennio ha illuso il Giappone, fregiandosi di una serie si clichè da melodramma: : secondo la sua biografia ufficiale, Samuragochi, 50 anni, è figlio di sopravvissuti alla bomba atomica di Hiroshima. Per colpa di una malattia degenerativa avrebbe perso completamente l’udito all’età di 35 anni, ma aveva continuato a comporre. Sulla sua pagina web raccontava di aver messo per la prima volta le mani su un piano forte all’età di 4 anni, istruito dalla madre, e che a 10 già eseguiva Beethoven e Bach.

Il sedicente compositore si è presto fatto amare in Giappone grazie ad alcune sue musiche divenute colonne sonore per videogiochi, Si è attribuito impropriamente composizioni note, tra cui la Hiroshima Symphony, puntualmente utilizzata per le cerimonie solenni della città distrutta dal primo olocausto atomico del pianeta. E non è l’autore neanche della Sonatina per violino, un pezzo che dovrebbe accompagnare la prova del pattinatore su ghiaccio giapponese, Daisuke Takahashi, alle Olimpiadi invernali di Sochi.

Ieri, mercoledì 5 febbraio, Samuragochi ha confessato di non essere il vero autore di molti suoi successi e di aver commissionato le sue opere ad un altro compositore. Oggi il suo ghost writer, Takashi Niigaki, che si guadagna da vivere facendo l’insegnate part-time della Toho Gakuen School of Music, ha raccontato in diretta tv di esser stato «liquidato» con 7 milioni di yen (l’equivalente di poco più di 5mila euro), nel corso della sua quasi decennale collaborazione e di aver composto più di 20 pezzi per l’impostore.