Marchionne racconta il suo arrivo in Fiat. “Siete in ferie. Ma in ferie da cosa?” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 agosto 2018 16:38 | Ultimo aggiornamento: 8 agosto 2018 16:53
Marchionne racconta arrivo in Fiat

Marchionne racconta il suo arrivo in Fiat. “Siete in ferie. Ma in ferie da cosa?”

ROMA – A poco meno di due settimane dalla sua morte, è tornato virale in Rete un video in cui Sergio Marchionne racconta cosa trovò al suo arrivo in Fiat, avvenuto in pieno agosto [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,-Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]. Quella che oggi è un’azienda italo-americana completamente risanata, all’epoca perdeva 5 milioni di euro al giorno.

Ecco le parole di Marchionne nella trascrizione de Il Giornale rilanciata da Dagospia. Nel video, l’ex ad della Fiat racconta cosa trova al suo arrivo e cosa serve all’Italia per far tornare a far crescere gli investimenti nel Paese. “Gli americani mi dicono: ‘Amo l’Italia’. Poi gli chiedo: ‘Investiresti qui?’ E loro…”

“Si impara molto andando fuori, all’estero. Perché si vive una realtà completamente diversa da quel tipo di comfort che abbiamo noi in Italia: andare al bar, fare le stesse cose che facciamo con una certa abitudine.

Il fatto che poi le ferie noi le prendiamo in agosto…

Vi racconto una cosa: nel 2004 io perdevo 5 milioni al giorno. Sono arrivato il 4 giugno, o il primo giugno, non mi ricordo, poi da quel momento là son diventati giorni uno dopo l’ altro… Io stavo girando per il mondo nel mese di luglio. Vengo in Italia, arrivo in ufficio in agosto e non c’ è nessuno. 5 milioni al giorno, eh! Chiedo: ‘Ma la gente dov’ è?’. ‘Eh, sono in ferie’. Ma ho detto: ‘In ferie da cosa?’.

Mi son trovato con un altro che mi ero portato dietro, un finanziario che ha vissuto con me per vent’ anni. Stavamo in ufficio e non c’era una persona. 5 milioni al giorno… Un’ azienda che fondamentalmente era una multinazionale, dove in Brasile se ne fregano di agosto, in America ad agosto si lavora… E la Fiat chiudeva.

Quindi anche questo atteggiamento estremamente provinciale di dire ‘noi siamo la Fiat e come tale stabiliamo quando il mondo va in ferie’ è la più errata, no?

Non è assolutamente vero, il mondo se ne frega. Se ne frega che siamo belli, se ne frega del bel tempo, che abbiamo belle macchine, se ne frega del fatto che siamo capaci di cantare. Sono tutte cose che a livello internazionale non contano niente.

Io ogni volta che vado in giro con gli americani mi dicono: ‘Noi amiamo l’ Italia, ci piace visitarla, venire lì in vacanza’. ‘Ok, investireste nel Paese?’. ‘Oh no, quello no’.