Martina Rossi, chiesti 7 anni per Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi. Il video che li inguaia

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 dicembre 2018 8:49 | Ultimo aggiornamento: 7 dicembre 2018 8:49
Martina Rossi, chiesti 7 anni per Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi. Il video che li inguaia

Martina Rossi, chiesti 7 anni per Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi. Il video che li inguaia

AREZZO  –  Martina Rossi non precipitò dal balcone di un hotel di Palma di Maiorca per un tragico incidente, ma perché stava fuggendo dai suoi amici che volevano violentarla: questa l’accusa nei confronti di Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, che per il procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, dovrebbero essere condannati a sette anni per tentata violenza e procurata morte in conseguenza di un altro reato. 

 Si avvia così verso la conclusione il processo al tribunale di Arezzo sulla morte della studentessa genovese che il 3 agosto 2011 precipitò dal balcone della camera dei due giovani. Durante la requisitoria, durata circa un’ora, il pubblico ministero ha ricostruito quanto sarebbe accaduto nelle prime ore del 3 agosto concentrando l’attenzione su due particolari che, secondo l’accusa, sono qualcosa di più di un indizio: i graffi che Albertoni aveva sul collo e il fatto che Martina, ragazza “molto riservata”, fosse senza shorts. La giovane era peraltro anche senza occhiali e dunque fortemente menomata nei movimenti dalla miopia.

Per il procuratore anche la testimonianza della cameriera spagnola Francisca Puga non ha tutta la valenza attribuitale dai difensori. La donna ha sempre affermato di aver visto cadere Martina dal momento che le terrazze dell’albergo sono di vetro trasparente. “Ma in questa circostanza gli asciugamani colorati, come dimostrano le foto, coprivano i vetri dunque impedivano la vista. La cameriera è andata a memoria e ha visto ciò che voleva vedere sapendo che normalmente le terrazze sono di vetro”.

Tutti indizi che formano prove che dimostrano come Martina morì mentre cercava di fuggire da un tentativo di violenza messo in atto dai due ragazzi, ha concluso il pm. Da qui la richiesta di una pena di quattro anni per la tentata violenza e tre per morte in conseguenza di altro reato. Una tesi sposata dai legali di parte. Per l’avvocato Luca Fanfani, “Martina era felice per la vacanze, come testimoniano tutti coloro che l’hanno incontrata prima, e non si voleva assolutamente suicidare”, come hanno detto i suoi amici.

Lunedì 10 la parola ai legali degli imputati, gli avvocati Stefano Buricchi e Tiberio Baroni. Secondo loro Martina si sarebbe buttata volontariamente dal balcone, come ha sempre testimoniato la cameriera spagnola. “Sono oggettivamente sconvolto dall’indifferenza e dall’assenza in aula degli imputati: avessero visto morire un gatto si sarebbero preoccupati di più – ha commentato il padre della giovane, Bruno Rossi -. Martina era un valore per tutto il mondo. Mia figlia voleva vivere. Non si può morire così, per niente”. La sentenza dovrebbe arrivare prima di Natale.