Mecca, due milioni e mezzo di musulmani in pellegrinaggio: tra i rituali la lapidazione VIDEO

di Caterina Galloni
Pubblicato il 13 Agosto 2019 7:20 | Ultimo aggiornamento: 12 Agosto 2019 19:22
mecca lapidazione

Alcuni uomini si preparano al rito della lapidazione

ROMA – Circa due milioni e mezzo di fedeli musulmani sono andati in pellegrinaggio sulla collina sacra, nei pressi della Mecca in Arabia Saudita. E’ uno dei raduni religiosi annuali più imponenti e il momento cruciale del pellegrinaggio islamico (Hajj) alla Mecca, il quinto pilastro dell’islam e ogni musulmano deve compierlo almeno una volta nella vita.

La cerimonia coincide con l’ultimo mese del calendario islamico, il Dhu Al Hijjah, quest’anno è iniziato il 9 agosto e terminerà il 13 agosto. I musulmani macellano un animale sacrificale e lo dividono in tre parti, una per la famiglia, una per gli amici e parenti e una per i poveri e i bisognosi. I pellegrini indossano semplici tuniche di spugna bianca, mentre le donne vestono abiti tipici e foulard.

Tutti i fedeli fanno il giro della Kaaba, l’antica costruzione situata all’interno della Sacra Moschea, al centro della Mecca. Durante l’Hajj è prevista una cerimonia simbolica, la cosiddetta “Lapidazione del Diavolo”, o “Lapidazione di Satana”, in arabo Ramy al-Jamarat, letteralmente significa “lanciare (una pietra) sul bersaglio”. Il bersaglio simboleggia il diavolo, che secondo i libri sacri ebraici, cristiani e islamici apparve al profeta Abramo per cercare di impedirgli di compiere il suo dovere, che consisteva nell’obbedire a Jahvè, nome ebraico di Dio il cui significato secondo la spiegazione biblica è “Io sono colui che sono”.

Il rituale della lapidazione si svolge il terzo giorno del pellegrinaggio utilizzando sette pietre raccolte durante i giorni precedenti. Le pietre vengono lanciate contro alcune colonne, dette Jamaraat, che secondo la tradizione musulmana sarebbero posizionate esattamente nel punto in cui il diavolo apparve ad Abramo. Con un numero così elevato di pellegrini in Arabia Saudita, il ministro dei trasporti Nabil al-Amoudi ha dichiarato che il trasporto è stata una sfida:”Ben 7.400 aerei sono atterrati a Jeddah e Medina e sono stati mobilitati oltre 18.000 autobus”. Per evitare problemi, com’è avvenuto in passato, le autorità dell’Arabia Saudita hanno predisposto dei sistemi di sicurezza.

Fonte: Daily Mail