Un minuto da 61 secondi: la notte del primo luglio è stata più lunga

Pubblicato il 1 luglio 2012 13:21 | Ultimo aggiornamento: 1 luglio 2012 14:52
Orologio

(LaPresse)

ROMA – Quanto dura un minuto? Ovviamente sessanta secondi. Eppure, non è sempre così: almeno non lo è stato la notte tra il 30 giugno e il primo luglio 2012. Una notte speciale perché l’ultimo minuto prima della mezzanotte ha avuto un secondo in più.

Lo chiamano “secondo intercalare” e serve a sincronizzare gli orologi atomici con il tempo della reale rotazione terrestre che rallenta per l’attrazione gravitazionale degli altri corpi celesti del sistema solare. Per calcolare il tempo ci si basa sul Tempo coordinato universale basato su orologi atomici precisissimi (accreditati al massimo per un secondo di errore ogni 400mila anni).

Tuttavia, la durata di un secondo atomico fu stabilita nel 1967 quando la Terra ruotava un po più velocemente di oggi e quindi, ogni tanto, bisogna correre ai ripari.”Per l’uomo della strada un secondo in più o in meno non fa grande differenza – spiega Daniel Gambis, astronomo dell’Osservatorio di Parigi – ma ci sono implicazioni scientifiche molto serie, esistono apparati il cui funzionamento è basato su tempi molto precisi e quindi c’è bisogno di una perfetta sincronizzazione tra gli orologi. Basti pensare che un satellite si muove a 7 km al secondo. Un solo secondo di ritardo è sufficiente a non consentirci di trovarlo dove crediamo che si trovi”.Quello del primo luglio è stato il 25esimo “secondo intercalare” aggiunto dal 1972 a oggi, l’ultimo fu nel 2008. Ora però è in corso un dibattito sulla possibile abolizione di questo sistema, da molti considerato costoso e suscettibile di errori.

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Un video postato su YouTube spiega il fenomeno accaduto questa notte: