Mucillagine nel Mar di Marmara in Turchia VIDEO: colpa dell’inquinamento e del riscaldamento globale

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 5 Giugno 2021 18:52 | Ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2021 18:52
Mucillagine nel mare in Turchia

Mucillagine nel Mar di Marmara in Turchia VIDEO: colpa dell’inquinamento e del riscaldamento globale

Mucillagine nel mar di Marmara in Turchia. Una schiuma spessa e marrone ha coperto le rive del Mar di Marmara, allarmando i residenti di Istanbul.

Mucillagine nel mar di Marmara, colpa dell’inquinamento e del riscaldamento globale

Gli ambientalisti hanno sollevato nuove preoccupazioni dopo che la mucillagine naturale era stata documentata per la prima volta in Turchia nel 2007. In quel caso era emersa  in alcune parti del Mar Egeo vicino alla Grecia.

Quello odierno è un evento più esteso e non si era mai verificato. A detta degli ambientalisti la causa è da ricercare nella combinazione tra l’inquinamento e il riscaldamento globale che accelera la crescita delle alghe responsabili del fango viscido. 

Oggi è la Giornata Mondiale dell’Ambiente

Il video impressionante pubblicato in Rete dall’agenzia Afp e ripreso dall’Ansa, è stato postato oggi in concomitanza della Giornata Mondiale dell’Ambiente. L’agenzia ambientale delle Nazioni Unite, l’Unep, ha messo sul suo sito un manualetto scaricabile per spiegare come ciascuno può dare il suo contributo in materia.

Per prima cosa, occorre conoscere qual è l’ecosistema locale. Poi quali sono le cause del suo degrado. Infine, bisogna elaborare le soluzioni. Ognuno può fare la sua parte, grande o piccolo che sia. Individui, imprese, sindacati, comunità religiose, insegnanti, gruppi giovanili, organizzazioni della società civile, agricoltori e allevatori, popolazioni indigene, Comuni ed enti locali, governi, donne, scienziati.

Fra le azioni proposte, ci sono piantare singoli alberi o intere foreste, oppure creare le condizioni perché crescano da soli. Per i fiumi e i laghi, si possono fare interventi di ripulitura, regolamentare i punti di accesso. E ancora: si può ripristinare la vegetazione originaria, sviluppare piani di sfruttamento sostenibile delle risorse ittiche.

In città si possono creare spazi verdi e bonificare quelli degradati, ma anche curare i propri micro-ecosistemi, come il terrazzo di casa o il giardino della scuola. Le azioni per fiumi e laghi possono essere applicate anche a mari e oceani. Eliminare le plastiche galleggianti e sulle spiagge, ripristinare la vegetazione sui fondali e sulle sponde, rendere la pesca sostenibile.

Sui terreni coltivati si possono usare pesticidi e fertilizzanti naturali, seminare una varietà maggiore di piante e riportare quelle tradizionali, evitare il pascolo selvaggio. In montagna si può riforestare. Si possono mettere limiti alle attività minerarie, collegare fra loro le aree protette, adottare sistemi agricoli sostenibili e recuperare quelli antichi.

Le zone umide vanno protette dalle bonifiche e dal sovra-sfruttamento e vanno rinverdite con la vegetazione locale. In linea generale, l’Unep consiglia di scegliere prodotti con una etichetta eco credibile. Fare la spesa da fornitori locali, comprare meno oggetti, comprarli usati oppure ripararli, mangiare meno carne e latticini. Donare a ong impegnate in progetti di ripristino della natura. E poi far conoscere le proprie azioni verdi sui social, organizzare eventi, partecipare a forum, votare politici che si impegnano sull’ambiente.