Nadal – Djokovic che magia: scambio record da 54 colpi (video)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 settembre 2013 10:49 | Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2013 10:49
Nadal - Djokovic che magia: scambio record da 54 colpi (video)

Nadal – Djokovic che magia: scambio record da 54 colpi (video)

ROMA – Sessanta titoli, di cui 13 del Grande Slam. Dieci tornei conquistati, di cui due Slam – Roland Garros e, ora, Us Open -, in questo 2013 della sua rinascita, dopo un’ assenza di sette mesi per infortunio, in questa stagione straordinaria che lo ha visto vincere 60 match su 63, e tutti e 22 quelli sul cemento, un tempo la superficie a lui meno gradita.

Queste cifre riassumono i 13 anni da professionista di Rafael Nadal, nato a Manacor (Maiorca) il 3 giugno 1986, ambidestro indotto dal padre Sebastian e dallo zio Toni, tuttora suo allenatore, a diventare mancino per essere più efficace con la racchetta; costretto, a 12 anni, a scegliere tra tennis e calcio (praticava brillantemente entrambi).

Una carriera segnata da alti – molti – e bassi – pochi -, che lo ha visto per 102 settimane complessive (tra agosto 2008 e luglio 2009, e tra giugno 2010 e luglio 2011) numero 1 del mondo, e per 241 al secondo posto (160 dietro al suo storico rivale Roger Federer).

La stella Nadal comincia a brillare nel 2004, quando esordisce in Coppa Davis e diventa, a 18 anni e sei mesi, il più giovane vincitore dell’insalatiera d’argento, che la Spagna conquista contro gli Stati Uniti. Nel 2005 si aggiudica il primo torneo Slam, il primo dei suoi otto Roland Garros – record assoluto – una striscia con un solo ‘buco’ nel 2009, quando peraltro si consola con gli Open d’Australia. Nel 2008 il primo titolo a Wimbledon e l’oro olimpico a Pechino; nel 2008 e 2009 altre due vittorie in Davis con la Spagna, cui sarebbe seguita una quarta, nel 2011.

Nel 2010 Rafa vince i suoi primi Us Open e il suo secondo Wimbledon. Ed è ancora tennis al top fino all’ infausto 2012, cominciato con la sconfitta contro Djokovic in finale agli Australian Open (ma si rifà aggiudicandosi a Roma gli Internazionali Bnl d’Italia).

Vince per la settima volta il il Roland Garros ma comincia a manifestarsi il problema al ginocchio sinistro. A Wimbledon il crollo: battuto nel secondo turno dal ceco Lukas Rosol, n. 100, rinuncia alle Olimpiadi di Londra, in cui avrebbe dovuto essere portabandiera della Spagna.

L’infortunio, sette mesi di buio, la discesa a n. 5 del ranking. Poi, la risalita: riprende a giocare nel febbraio 2013, comincia per Rafa una stagione magica. Su 13 tornei cui partecipa, raggiunge la finale in 12 e ne vince 10: oltre ad Acapulco, San Paolo e Barcellona, e ai due Slam, cinque Masters 1000 (Indian Wells, Madrid, Roma, Montreal, Cincinnati).

“Sapevo che, in sette mesi, non avevo dimenticato come si gioca a tennis, ma francamente non pensavo che avrei vinto tanto”, ammette. Il ritorno sul trono mondiale – ora occupato da Djokovic, battuto a Flushing Meadows – non appare lontano.

Nadal – Djokovic che magia: scambio record da 54 colpi (video)