Nino Spirlì, il vicepresidente leghista della Calabria: “Dirò negro e frocio finché campo” VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Ottobre 2020 8:23 | Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre 2020 12:08
Nino Spirlì, il vicepresidente leghista della Calabria: "Dirò negro e frocio finché campo"

Nino Spirlì, il vicepresidente leghista della Calabria: “Dirò negro e frocio finché campo” VIDEO

“Userò le parole ‘negro’ e ‘frocio’ fino all’ultimo dei miei giorni”. E’ la provocazione di Nino Spirlì, leghista e vicepresidente della Regione Calabria.

Il vicepresidente della Regione Calabria Nino Spirlì ha partecipato a un dibattito a Catania sostenendo le sue tesi sulla presunta dittatura culturale di chi “vuole cancellare le parole”.

“Ci stanno cancellando le parole di bocca, come se dire ‘zingaro’ sia già un giudizio negativo. Con ‘negro’ è la stessa cosa, perché in calabrese dico ‘nigru’ per dire negro, non c’è altro modo”.

È una parte dell’intervento del vicepresidente e assessore alla Cultura della Regione Calabria, Nino Spirlì, presente ad un dibattito organizzato dalla Lega a Catania in vista del processo a Salvini per il caso Gregoretti.

Scroscianti gli gli applausi che si sono alzati dalla platea a sostegno della tesi del leghista.

“Nessuno può venirmi a dire che non posso usare la parola “ricchione” perché è omofoba. Io lo dico e guai a chi mi vuole impedire di usare questa parola”.

Spirlì, che si è dichiarato “omosessuale a tempo perso”, si è poi scagliato contro quella che ha definito “la lobby frocia, che ti impedisce di chiamare le cose col loro vero nome”.

“Siamo nell’era della grande menzogna. Ci sono bruttissime lobby e quella a cui avrei dovuto appartenere io è la peggiore: la lobby frocia. Questi son capaci di prendere la bibbia e bruciarla. Sono nazisti che cancellano le parole. Io userò le parole negro e frocio finché campo”. 

Il vicepresidente leghista della Calabria ha concluso il suo discorso mostrando in sala un rosario “che mi hanno regalato le suore” non prima, però, di dire che “userò le parole ‘negro’ e ‘frocio’ fino all’ultimo dei miei giorni. Che fanno, mi tagliano la lingua per impedirmelo?”. (fonte REPUBBLICA e Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)