No Tav Marco Bruno rischia 6 mesi di carcere: chiamò ‘pecorella’ un carabiniere

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Aprile 2014 15:11 | Ultimo aggiornamento: 11 Aprile 2014 15:12
No Tav Marco Bruno rischia 6 mesi di carcere: chiamò 'pecorella' un carabiniere

Marco Bruno davanti al carabiniere

TORINO – Marco Bruno, l’attivista del movimento No Tav che il 28 febbraio 2012 apostrofò un carabiniere in servizio al cantiere della Torino-Lione a Chiomonte chiamandolo “pecorella”, rischia una condanna a sei mesi di carcere per oltraggio a pubblico ufficiale. E’ la pena richiesta dal pubblico ministero. La sentenza verrà pronunciata il prossimo 6 maggio.

“Ehi tu che pecorella sei? Hai un numero, un nome, un cognome, sai che sei un illegale? Dovresti avere un numero di riconoscimento. Io così non so chi sei e tu sai chi sono io. È vero pecorella? Sei forte ma sai anche sparare? Vorrei vederti sparare, mi piacerebbe. Comunque sei una bella pecorella. Sei carino, dai anche i bacini alla tua ragazza con quella mascherina? Così non gli attacchi le malattie. Bravo bravo”,

aveva detto Bruno al carabiniere, rimasto immobile e poi premiato “per il lodevole comportamento tenuto di fronte alla provocazione”. A riprendere la scena, che avvenne sulla A32 bloccata dai manifestanti, c’era una troupe del Corriere.it. Tra Bruno e il carabiniere c’era solo un guardrail.

L’attivista aveva continuato:

“Comunque, per quello che guadagni, non vale la pena stare qui. Vi siete divertiti? Quindi fra sei ore ci vediamo qua…il cantiere dovrebbe durare vent’anni e ci vai in pensione vestito così come uno stronzo. Noi ci divertiamo un sacco a guardare questi stronzi. Tu non ti puoi camuffare lo sai, dovresti farti riconoscere…Parla invece di fare i gesti che sei sordomuto?”.

In seguito Bruno si era giustificato dicendo che era il suo modo di “vincere la paura”.