Padre Fausti: “Il cardinal Martini a Ratzinger: ‘La Curia non cambia, lascia’”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 luglio 2015 16:28 | Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2015 17:32
Padre Fausti: "Il cardinal Martini a Ratzinger: 'La Curia non cambia, lascia'"

Padre Fausti: “Il cardinal Martini a Ratzinger: ‘La Curia non cambia, lascia’”

ROMA – Le dimissioni di papa Ratzinger erano nell’aria da tempo, da quando il papa tedesco e il cardinal Martini si erano confrontati su certi aspetti della Curia romana. Da quei colloqui, da quelle confidenze, sarebbe maturata l’idea di lasciare in anticipo. Ne parla padre Silvano Fausti nell’ultima intervista prima di morire, il 24 giugno scorso. Con lui Martini si confidava e quelle confidenze Silvani le ha rivelate in un’intervista a Gli Stati Generali. Il contenuto lo riassume Gian Guido Vecchi sul Corriere della Sera:

Fu allora che si guardarono negli occhi e Martini, che sarebbe morto il 31 agosto, disse a Ratzinger: la Curia non si riforma, non ti resta che lasciare. Benedetto XVI era tornato sfinito dal viaggio a Cuba, a fine marzo. In estate cominciò a parlarne ai collaboratori più stretti che tentavano di dissuaderlo, a dicembre convocò il concistoro dove creò sei cardinali e neanche un europeo per «riequilibrare» il Collegio, l’11 febbraio 2013 dichiarò la sua «rinuncia» al pontificato. Dimissioni «già programmate» dall’inizio del papato – se le cose non fossero andate come dovevano -, fin da quando al Conclave del 2005 Martini spostò i suoi consensi su Ratzinger per evitare i «giochi sporchi» che puntavano a eliminare tutti e due ed eleggere «uno di Curia, molto strisciante, che non ci è riuscito», rivela il padre gesuita.

Le dimissioni di Benedetto XVI erano una possibilità dall’inizio del pontificato, spiega Fausti. Finché a Milano, quel giorno, Martini gli disse «è proprio ora, qui non si riesce a fare nulla». Nell’ultima intervista, Martini parlò di una Chiesa «rimasta indietro di 200 anni: come mai non si scuote?». Ratzinger non è scappato davanti ai lupi, nonostante attacchi e veleni interni che fino a Vatileaks ne hanno funestato il pontificato. Sa che è urgente agire e fare pulizia, ma sente di non averne più la forza. Ci vuole una scossa. Nella sua rinuncia «in piena libertà» dice che «per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo» che «negli ultimi mesi» gli è venuto a mancare. Il conclave, di lì a un mese, eleggerà Jorge Mario Bergoglio. Padre Fausti, nel video, sorride: «Quando ho visto Francesco vescovo di Roma ho cantato il nunc dimittis , finalmente!, ho aspettato dai tempi di Gregorio Magno un Papa così…».