Palermo, a bordo dell’auto dei Carabinieri: l’inseguimento e l’arresto del ladro VIDEO

di redaizone Blitz
Pubblicato il 25 ottobre 2018 9:38 | Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2018 9:40
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Palermo, a bordo dell’auto dei Carabinieri: l’inseguimento e l’arresto del ladro

PALERMO – I Carabinieri di Palermo inseguono una Fiat 500 che viaggia ad alta velocità. Si tratta di ladri d’auto e parte l’inseguimento, che avviene avviene tra i padiglioni dello Zen 2, quartiere difficile del capoluogo siciliano.

Alla fine viene arrestato Michele Leone, 26 anni, accusato di furto aggravato in concorso e resistenza a pubblico ufficiale. Prima dell’arresto, i militari hanno chiesto l’invio di altre pattuglie ma il loro suppoerto non è stato necessario: dopo una breve fuga, la Fiat 500 è andata infatti prima a sbattere contro il muro di un edificio per poi terminare la corsa contro una Ford Fiesta parcheggiata.

Come scrive Wikipedia, il quartiere dello Zen 2 è stato realizzato nel 1969. A tutt’oggi risulta un’entità separata rispetto alle aree circostanti. I fabbricati si caratterizzano per la loro peculiare struttura architettonica (cosiddette insulae). Alla vastità e all’intensività dell’insediamento di edilizia popolare, si aggiunsero ritardi burocratici e disattenzione politica che portarono a una occupazione non legittima degli alloggi e alla mancata realizzazione di molte fondamentali opere di infrastrutturazione primaria e secondaria: in gran parte del quartiere mancano perfino le fognature. A ben poco è servito l’insediamento nel quartiere di una struttura sportiva (velodromo “Paolo Borsellino”) e il cambiamento di denominazione negli anni novanta.

Il quartiere è afflitto da gravi problemi di degrado architettonico (per la quasi totale assenza di manutenzione sui fabbricati) specchio del pesante degrado sociale, con alti tassi di dispersione scolastica, microcriminalità e infiltrazioni mafiose. Nonostante le varie denunce dei media e l’impegno delle istituzioni scolastiche, religiose e del volontariato, la situazione del quartiere rimane allarmante, tanto da spingere il noto architetto Massimiliano Fuksas a proporne la demolizione, assieme con gli altri agglomerati periferici degradati d’Italia (come Corviale a Roma, o le Vele di Scampia a Napoli).