Papa Francesco bacia i piedi ai leader del Sud Sudan: “Rimanete nella pace” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 aprile 2019 0:51 | Ultimo aggiornamento: 12 aprile 2019 2:18
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Papa Francesco bacia piedi leader Sud Sudan: “Rimanete nella pace”

CITTA’ DEL VATICANO – Al termine del suo discorso, con un eloquente gesto fuori programma, papa Francesco si inginocchia davanti ai leader del Sud Sudan da lui riuniti in Vaticano perché attuino gli accordi di pace, e uno per uno bacia loro i piedi: al presidente della Repubblica Salva Kiir, all’ex vice presidente e leader dell’opposizione Riek Machar, agli altri vice presidenti designati presenti, tra cui Taban Deng Gai e Rebecca Nyandeng.

“Rimanete nella pace – dice loro ‘a braccio’ -, lo chiedo col cuore. Andate avanti, ci saranno problemi, ma occorre andare avanti. Voi avete avviato un processo: che finisca bene. Ci saranno lotte fra voi, ma anche queste siano dentro l’ufficio: davanti al popolo le mani unite. Così, da semplici cittadini, diventerete padri di Nazione. Permettetemi di chiederlo col cuore, con i miei sentimenti più profondi”.

Si chiude così, con la benedizione del Papa per l’impegno di pace assunto, il ritiro spirituale in forma ecumenica, convocato a Casa Santa Marta con gli auspici e la presenza del primate anglicano Justin Welby e dei leader cristiani del Paese, perché con l’attuazione piena del ‘Revitalised Agreement on the Resolution of Conflict in South Sudan’ sottoscritto il 12 settembre scorso ad Addis Abeba e la creazione dal 12 maggio del nuovo governo di transizione, si ponga fine al conflitto civile ed etnico che da anni insanguina il Paese.

Anche se proprio oggi la caduta del presidente del Sudan, Omar Hasan Ahmad al-Bashir, tra i primi sponsor e garanti di quell’accordo, rischia di minarne l’entrata in vigore e gli effetti. “Auspico di cuore che definitivamente cessino le ostilità, che l’armistizio sia rispettato, per favore, che l’armistizio sia rispettato, che le divisioni politiche ed etniche siano superate e che la pace sia duratura, per il bene comune di tutti i cittadini che sognano di cominciare a costruire la Nazione”, dice il Papa nel suo discorso. “Con grande fiducia ho appreso, nel settembre scorso, che i più alti rappresentanti politici del Sud Sudan avevano stipulato un accordo di pace”, ricorda.

Perciò, “oggi mi congratulo con i firmatari di tale documento, sia con voi qui presenti sia con quelli assenti, senza escludere nessuno; in primo luogo con il Presidente della Repubblica e i capi dei partiti politici, per la scelta della via del dialogo, per la disponibilità al compromesso, per la determinazione di raggiungere la pace, per la prontezza di riconciliarsi e per la volontà di attuare quanto concluso”.

“Cari fratelli e sorelle, la pace è possibile. Non mi stancherò mai di ripetere che la pace è possibile! Ma questo grande dono di Dio è allo stesso tempo anche un forte impegno degli uomini responsabili verso il popolo”, scandisce il Pontefice, esortando tutti ad “accogliere l’altissima vocazione di essere artigiani di pace”, “in uno spirito di fraternità e solidarietà con ogni membro del nostro popolo”, e “tramite il dialogo, il negoziato e il perdono”. “Vi esorto pertanto a cercare ciò che vi unisce, a partire dall’appartenenza allo stesso popolo, e superare tutto ciò che vi divide”, ha aggiunto.

Per papa Bergoglio, “la gente è stanca ed esausta ormai per le guerre passate: per favore, ricordatevi che con la guerra si perde tutto! La vostra gente oggi brama un futuro migliore, che passa attraverso la riconciliazione e la pace”. E rimarcando la sua vicinanza alle sofferenze del popolo sud-sudanese, ai tanti profughi, alle vittime di violenze “che hanno seminato morte, fame, dolore e pianto”, Francesco ricorda che “Dio ci domanderà conto del nostro servizio e della nostra amministrazione, del nostro impegno in favore della pace e del bene compiuto per i membri delle nostre comunità, in particolare i più bisognosi ed emarginati, in altre parole ci chiederà conto della nostra vita ma anche della vita degli altri”.