Pussy Riot, nuovo video: “Putin diabolico, combatteremo per i nostri diritti”

Pubblicato il 7 settembre 2012 19:50 | Ultimo aggiornamento: 7 settembre 2012 19:52

MOSCA – Le Pussy Riot tornano a protestare su YouTube. Nel nuovo video la punk band al femminile si cala dal muro di un edificio della periferia e brucia un ritratto di Vladimir Putin. Un’altra manifestazione anti-Putin dopo quella nella cattedrale di Mosca, che è costata alle ragazze la condanna a 2 anni di reclusione.

Nel nuovo video le ragazze affermano: “Il nostro Paese è dominato da un uomo diabolico, che  pensa sia illegale definirsi femminista e  sostenere i diritti di gay e lesbiche. Quest’uomo pensa che, se canti e balli in modo sconveniente, devi farti due anni di prigione – e proseguono -. Siamo pronte a tutto per cambiare il nostro Paese, per avere il diritto di cantare, pensare e criticare”.

Dopo il discorso le ragazze hanno ringraziato tutti i musicisti che le hanno sostenute a partire da Madonna e i Red Hot Chili Peppers. Mark Feighin, l’avvocato delle tre Pussy Riot già condannate, ha voluto precisare che nel video non ci sono le due componenti della band fuggite all’estero perché ricercate dalla giustizia russa per la performance nella cattedrale della capitale.

In una intervista del 6 settembre alla tv russa in lingua inglese Russia Today, Putin aveva detto di non voler interferire nella vicenda pur criticando il nome della band (”osceno anche in inglese”) e i suoi ”sabba” in vari edifici religiosi, nonché la performance di sesso di gruppo di una delle imputate in un museo biologico nel 2008, ossia in un luogo pubblico, circostanza che ”avrebbe dovuto indurre le autorità a prestare attenzione sin da allora”.

Putin ha poi aggiunto con sarcasmo: ”Molti entusiasti affermano che il sesso di gruppo è meglio di quello individuale perché, come in ogni attività di gruppo, si può battere la fiacca”.

Il caso Pussy Riot non cessa di far discutere. E mentre anche l’ex presidente polacco e premio Nobel per la Pace Lech Walesa ha chiesto in una lettera al presidente russo di graziare le tre imputate, l’emittente russa Tv Tsentr della capitale ha dovuto ammettere di aver censurato una frase dell’intervista a Mireille Mathieu: la cantante francese aveva criticato come ”sacrilega” la preghiera anti Putin, ma aveva anche chiesto indulgenza per le tre Pussy Riot, richiesta scomparsa dalla trasmissione. La colpa è stata scaricata dalla direzione della tv sulla giornalista autrice dell’intervista, multata e sospesa.