Radio sovraniste. Canzoni italiane, un terzo obbligatorie per legge: la proposta della Lega VIDEO

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 19 febbraio 2019 12:45 | Ultimo aggiornamento: 19 febbraio 2019 12:46
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Radio sovraniste. Canzoni italiane, un terzo obbligatorie per legge la proposta della Lega

ROMA – Radio sovraniste. Il deputato leghista Alessandro Morelli, presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera e fino allo scorso anno direttore di Radio Padania, propone che le radio italiane trasmettino canzoni italiane per almeno un terzo della loro programmazione.

La proposta, avanzata in forma diversa anche dall’allora ministro Pd Dario Franceschini, è già in vigore in paesi come la Francia. Da noi però, come spiegano autorevoli conduttori-direttori di radio come Linus, ci sono brani italiani che vengono molto trasmessi e che superano anche i limiti imposti. Un esempio è “Non ti dico No” di Boomdabash & Loredana Bertè. Ebbene, questo brano l’anno scorso è stato suonato tantissimo, forse anche troppo. E la sua produzione è completamente italiana.  

Questa imposizione, sempre secondo i contrari, andrebbe anche ad intaccare la libertà d’impresa e di scelta dei consumatori: se una radio decide di non trasmettere musica italiana ed è premiata dagli ascolti, perché imporre nuova programmazione per legge? 

Morelli sostiene di aver visto i dati e parla di una quota di canzoni italiani trasmesse su radio italiane attualmente inferiore al 23%. La proposta leghista prevede quindi che una quota “pari almeno al 10 per cento della programmazione giornaliera della produzione musicale italiana sia riservata alle produzioni degli artisti emergenti”.

Si stabilisce, inoltre che anche che “la vigilanza sull’applicazione della presente legge è affidata all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni” e che “in aggiunta a quanto espressamente previsto dalla normativa vigente, l’Autorità, a fronte della reiterata inosservanza delle disposizioni di cui alla presente legge, può in ultima distanza disporre la sospensione dell’attività radiofonica da un minimo di otto ad un massimo di trenta giorni”. 

Il primo ad aver commentato la proposta di Morelli è Al Bano Carrisi, secondo cui un terzo è ancora poco: “Almeno sette su dieci”, è l’idea del cantante salentino. Staremo a vedere se la proposta delle “radio sovraniste” passerà oppure no.