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YOUTUBE Raqqa, donna strappa burqa: la gioia incontenibile

Raqqa liberata dall’Isis, la gioia incontenibile della donna che strappa il burqa

RAQQA – I curdi vicinissimi alla riconquista di Raqqa, la capitale di fatto dello Stato islamico. Una donna che vive in una parte già liberata della città esulta dalla gioia per la liberazione e comincia a strapparsi di dosso il burqa che è stata costretta ad indossare per tre lunghi anni. L’Isis ha infatti conquistato l’importante città siriana nel 2014, imponendo dubito dopo la legge della Sharia.

Il video è stato pubblicato su YouTube da Ypg Press Office e sta facendo il giro dei siti. La donna non riesce a contenere la gioia: una soldatessa curda che le sta davanti sorride davanti alla scena come a voler dire “ce l’abbiamo fatta”.

Raqqa è una città quasi interamente distrutta e svuotata della sua popolazione. Qui, resiste disperatamente un pugno di jihadisti, molti dei quali ‘foreign fighters’, con al seguito i loro familiari. Non è chiaro quanti siano i miliziani ancora trincerati in un’area pari al 10 per cento della città.

Potrebbero essere 250-300, secondo Talal Sello, portavoce delle cosiddette Forze democratiche siriane (Sdf) che con l’aiuto degli Usa cercano di aprirsi la strada tra le macerie del centro. O forse anche poche decine, secondo alcuni di quelli che nelle ultime ore hanno lasciato la città. Ormai scontata l’imminente caduta del bastione del Califfato, la priorità ora, specie per i governi europei, è capire chi vi sia tra i 275 jihadisti che la scorsa notte hanno potuto lasciare la città, accompagnati da circa 3.000 civili, in base ad un accordo tra le Sdf e l’Isis mediato dai capi dei clan tribali locali.

Un’intesa velatamente criticata dalla Coalizione internazionale a guida americana, che però non vi si è opposta, consapevole che era il modo più efficace per ridurre al minimo possibile le vittime tra la popolazione civile, già decimata nei mesi scorsi dai combattimenti e i bombardamenti massicci della stessa Coalizione.

Le Sdf assicurano che i combattenti evacuati sono solo siriani, e quindi tra loro non vi sarebbero ‘foreign fighters’, compresi quelli provenienti dall’Occidente, che in gran numero erano confluiti a Raqqa negli anni passati. Di altro avviso è Omar Allush, un membro del Consiglio civile di Raqqa, secondo il quale “una parte degli stranieri sono partiti”. Non è chiaro, tuttavia, se si tratti di miliziani provenienti da altri Paesi arabi o di europei che hanno aderito al Califfato e che se riuscissero a fuggire potrebbero tornare a minacciare i Paesi d’origine.

Secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), ad opporsi con particolare fermezza ad un accordo che garantisse un lasciapassare anche ai foreign fighters sono stati i servizi segreti francesi, convinti che tra i jihadisti che rimangono a Raqqa ci sia uno degli organizzatori degli attentati di Parigi. Si tratterebbe di un cittadino francese o belga di origini nordafricane. Coloro che sono stati lasciati uscire, hanno assicurato le Sdf, vengono sottoposti ad un controllo rigoroso, prima di venire diretti con i loro congiunti verso l’est della provincia di Dayr az Zor, in parte ancora controllata dall’Isis.

 

 

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