YOUTUBE Poliziotti arrestano collega: ricattava cliente prostituta

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 febbraio 2018 7:20 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2018 20:32
poliziotti arrestano collega: ricattava cliente prostituta

Il momento in cui l’agente viene arrestato

LONDRA – Per più di tre anni, le telecamere di un documentario tv britannico hanno ripreso la cruda realtà e i drammi quotidiani vissuti all’interno della Luton Police Station, nel Bedfordshire. Casi di omicidio, rapina e violenza domestica sono tutti stati esaminati al microscopio, senza che né i registi né i gli agenti sapessero come si sarebbero conclusi.

Nessuno era preparato però al colpo di scena che li aspettava quando un uomo è entrato nel posto di polizia per sporgere una denuncia di ricatto: nel giro di poche ore, è stato chiaro che il primo sospettato era uno dei detective. Nelle riprese di “24 hours In Police Custody: Sex And Corruption”, documentario sulla corruzione della polizia, si vedono gli agenti increduli e disgustati mentre consegnano uno dei loro alla giustizia.

L’uomo di mezza età che aveva sporto denuncia, aveva trovato una busta sul parabrezza della macchina parcheggiata davanti all’abitazione. Conteneva una foto scattata mentre, a bordo di un camper, si recava da una prostituta di Luton e un biglietto in cui veniva ricattato, firmato da “Light Justice”, chiedeva il pagamento, il giorno stesso, di 1.000 sterline in cambio del silenzio e le istruzioni per consegnare il denaro.

La grave natura del reato ha fatto sì che a sovrintendere le indagini fosse la Major Crime Unit, guidata dall’Ispettore capo Jerry Waite, che al Daily Mail ha detto:”Il ricatto non è molto comune”. “Riceviamo una denuncia all’anno nel Bedfordshire. Una richiesta può iniziare con 1.000 sterline, poi successivamente ne chiedono 5.000, 10.000. E’ una minaccia nei confronti della famiglia? Una decisione sbagliata può totalmente stravolgere la vita di una persona”.

La polizia non paga denaro per il ricatto, e il detective Will Taylor della polizia criminale di Luton, rivela che la vittima – la cui identità è camuffata – è disposta a utilizzare il suo denaro per posizionarlo nel punto di consegna e arrestare il sospetto. I soldi sono stati messi in un sacchetto, come richiesto dal ricattatore e gli agenti hanno monitorato da una postazione nascosta. inizialmente la polizia ha rivolto l’attenzione alla prostituta, nota come “Kirie” che pubblicizza i servizi su un sito web solo per adulti.

Rintracciata a Rotherham e interrogata aveva dichiarato di non avere nulla da nascondere, che pagava le tasse regolarmente. Dopo la scadenza dell’ora stabilita, del ricattatore tuttavia non c’era traccia e hanno iniziato, data l’innocenza di Kirie, delle ricerche online da cui è emerso che la registrazione dell’auto della vittima, era stata fatta sul data base dei computer nazionali della polizia, giorni prima del ricatto.

A fare la ricerca era stato il 35enne Gareth Suffling, detective della polizia criminale di Bedfordshire, definito da tutti “una brava persona”. Settimane prima del ricatto, aveva ricevuto un encomio per le indagini su un ragazzino molestatore che aveva aggredito sessualmente sei adolescenti. Ancora più scioccante, è che faceva parte del team di sorveglianza che monitorava l’area di consegna del denaro, il che significa che stava controllando il suo crimine. “Ero sinceramente scioccato”, ha detto Waite. “Anche in passato con dispiacere ho dovuto indagare su agenti di polizia ma stavolta mi ha colto di sorpresa”. Date le circostanze, l’indagine doveva essere mantenuta nel più stretto riserbo.

“Quando si indaga su un agente di polizia, è necessario che l’indagine rimanga segreta, potrebbero essere coinvolti altri agenti”. Nelle immagini si vede Gareth Suffling mentre viene arrestato dall’agente Mark Devine alla stazione di polizia. “Ci conosciamo”, dice a Suffling mentre lo ammanetta e gli legge i suoi diritti.”Non l’ho trattato in modo diverso da qualsiasi altra persona, era un sospettato di reato”. Devine fa del suo meglio per mettere Suffling a suo agio, dicendogli gentilmente che la moglie capirà cosa sta accadendo perché l’abitazione sarà perquisita. Devine ricorda il comportamento di Suffling “totalmente distrutto e in lacrime”; fa una telefonata drammatica alla moglie e poi viene condotto in cella.

Suffling in ogni caso ha fatto ben poco per coprire le sue tracce: nel cestino della cucina c’era una bozza della lettera di ricatto, oltre a copie delle foto. Ulteriori documenti fanno luce su un possibile motivo: in una lettera della Barclays Bank c’era un piano di rimborso per un prestito di 6.000 sterline, di cui 1.500 in sospeso. Sembra inoltre che Suffling, non fosse soddisfatto di essere un detective e aveva svolto delle ricerche su come diventare investigatore privato. Quattro mesi dopo, alla St Albans Crown Court, si è dichiarato colpevole dei reati, ed è stato condannato a 18 mesi di carcere.

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