Roma, autobus non ha pedana per la mamma disabile: VIDEO. Il figlio: “Una vergogna”

Pubblicato il 17 luglio 2018 12:42 | Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2018 12:44
Bus pedana invalida

Roma, autobus non ha pedana per la mamma disabile: VIDEO. Il figlio: “Una vergogna”

ROMA – Gli autobus di Roma sono privi delle pedane che servono a far salire a bordo gli invalidi. A denunciare questo nuovo, ennesimo, disservizio legato ai mezzi Atac è l’autore televisivo Erasmo Cavavolo.

Catavolo pubblica un tweet in cui denuncia lo stato di molti autobus dell’Atac [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]. L’autore televisivo racconta le difficoltà che la madre disabile deve affrontare quotidianamente sulla sua sedia a rotelle.

Catavolo sottolinea che la Capitale d’Italia continua a non essere una città vivibile e civile. “Neanche il giorno del Disability Pride 2018 si riesce ad evitare che mia madre rimanga alla fermata vedendo il 913 ripartire perché non c’è la pedana per disabili…Vergogna! Vergogna! E ancora Vergogna”, scrive nel tweet puntando il dito contro una linea in particolare.

“Nonostante gli annunci delle varie amministrazioni comunali”, in tutta la città le barriere architettoniche continuano ad essere un problema, spiegha l’uomo che pubblica su Twitter un video in cui si vede un bus dell’Atac che lascia la fermata senza aver caricato la donna a bordo.

Il comune di Roma annuncia intanto una stretta sull’uso fraudolento di contrassegni disabili sulle strisce blu. L’annuncio arriva da Andrea Venuto, Disability Manager del Campidoglio, interpellato a margine della presentazione del Disability Pride: “Secondo una stima del Campidoglio, Roma perde quasi mezzo milione di euro all’anno per uso fraudolento di contrassegni disabili sulle strisce blu. Si tratta di quei cartoncini con cui si parcheggia gratuitamente sulle strisce blu e che hanno al loro interno dei chip ma che fino ad ora sono stati controllati solo a vista. Visto che girano molte fotocopie, noi vogliamo comprare dei lettori elettronici da dare alla polizia locale per controllare se il contrassegno è vero e valido o, ad esempio, apparteneva ad una persone deceduta e non è stato riconsegnato”.