Roma, protesta anti-immigrati si sposta a Infernetto. Marino ci va FOTO-VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 novembre 2014 21:05 | Ultimo aggiornamento: 16 novembre 2014 21:07

ROMA – La protesta anti immigrati a Roma si allarga: dopo il quartiere, ex  borgata di Roma est Tor Sapienza domenica è toccata all’Infernetto, Roma sud, villette e non palazzoni. Qui sono arrivati alcuni minori trasferiti in fretta dal centro di via Morandi dopo l’assalto a suon di bombe carta e bottiglie. Qui però i residenti dicono “noi non ce li vogliamo”. Ma stavolta Ignazio Marino non ripete l’errore Tor Sapienza e va subito, ai primi venti di rivolta, nel quartiere.

Domenica mattina gli abitanti dell’Infernetto hanno fatto un sit-in in via Solorno, dove si trova la struttura che ospita i rifugiati. E dove sabato sera sono arrivati i carabinieri per un’accesa lite tra gli stessi migranti, tutti minorenni.

“Noi qui non ce li vogliamo, vadano via – dicono gentili ma compatti i residenti – ogni giorno ci sono furti negli appartamenti e nelle ville, questi nuovi arrivi non faranno altro che incrementare la criminalità”.

Insomma è la stessa equazione che fanno a Tor Sapienza, immigrati uguale criminalità, ma i toni per ora sono diversi. Per il resto lo scenario è uguale: polizia e carabinieri sorvegliano il centro, per ora blindato e i ragazzi della struttura guardano dalle finestre scossi e forse impauriti. Ad aggravare la questione Infernetto anche la notizia – falsa – girata sui social che i rifugiati fossero ospitati in un centro che si occupa di malati di Alzheimer e inaugurato da poco.

In realtà i 18 giovani tra i 14 e 16 anni sono ospitati in uno dei tanti casali, in tutto otto, dell’area della struttura rimasti inutilizzati. Insomma sono separati dal centro diurno di cura. E viene assicurato dalla struttura stessa “che sono di transito”. Per trovare posto magari in case famiglia visto che molti sono richiedenti asilo. Sperando possa finire così il loro calvario alla ricerca di un posto sereno dove stare.

In serata a sorpresa è arrivato il sindaco Marino per parlare con i ragazzi del centro “ed ascoltare le loro storie”. E forse per spegnere quello che potrebbe essere un altro rogo. Fa incontrare residenti e immigrati, “le storie di questi ragazzi hanno commosso anche gli abitanti di questo quartiere – dice al termine della visita – Ma è evidente che c’è un problema di illuminazione stradale, di sicurezza”.

La miccia però è innescata e altri comitati di quartiere in queste ore si preparano a possibili battaglie anti immigrati. Che “razziste” non ci stanno a chiamarle. Come il comitato residenti di via Alessandrino che lancia il suo personale allarme in una nota:

“Girano insistenti voci che dicono che gli immigrati di Tor Sapienza verranno portati tra qualche giorno in un edificio vuoto in via Casilina”. Voci “parlano di 400, forse 600 persone”. Ma a Tor Sapienza in tutto erano 45. “Siamo preoccupati, perché si sconvolgerebbe un tessuto sociale già difficile, precario, una realtà quotidiana dove i furti sono all’ordine del giorno e le forze dell’ordine stentano a mantenere il controllo – spiegano – Ci opponiamo a qualunque ingresso di centinaia di persone che di fatto verrebbe a stravolgere qualsiasi regola di convivenza civile. Il risultato sarebbe di far esplodere un’altra periferia romana. E’ davvero questo che si desidera?”.

Tor Sapienza ha fatto scuola.

Il sit-in all’Infernetto contro l’arrivo dei rifugiati (Foto Ansa)