Sanità: imprenditore Angelini aggredisce sua dipendente in sciopero

Pubblicato il 17 Novembre 2009 20:57 | Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2009 17:21

Vincenzo Angelini

Rissa sfiorata ad Avezzano tra l’imprenditore Vincenzo Angelini ed un gruppo di dipendenti di una delle sue cliniche, la casa di cura Santa Maria.

Angelini, noto per essere il grande accusatore dell’ex presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco, si è presentato davanti alla Santa Maria con piglio battagliero. Peccato che 80 dipendenti siano senza stipendio da sette mesi e che molti di loro, da tre giorni, siano saliti sui tetti della casa di cura. Peccato, soprattutto, che non sia la prima volta: a luglio la stessa cosa era già successa ai dipendenti della Clinica Villa Pini di Chieti.

Dall’arrivo del “re delle cliniche” i lavoratori si aspettavano soldi. Speranza che Angelini ha frantumato in pochi secondi, il tempo di prendere un megafono e dire, semplicemente «non posso pagarvi, i soldi non li ho» e invitare i lavoratori a protestare altrove:  «Ci sono altri tetti dove fare le proteste, non sono questi i tetti del potere».

La tensione è salita in un istante anche perché Angelini, durante il confronto, ha negato ogni responsabilità scaricando tutte le colpe sulla Regione e rispondendo in tono risentito ai lavoratori. Si è arrivati ad un passo dalla rissa quando una donna, esasperata, ha dato al re delle cliniche del «buffone». L’imprenditore, furioso, si è avventato contro la signora ed è stato bloccato dalla polizia.

La situazione della Santa Rita, al momento, sembra senza via d’uscita: «Siamo affamati – spiega una dipendente al quotidiano Il Centro – pensavamo di essere rassicurati. In questa condizione non è più possibile lavorare. Non abbiamo i soldi per fare la spesa. Sono trascorsi sette mesi, la corda si è spezzata. Se non avremo risposte, mercoledì ci barricheremo in clinica e interromperemo l’attività».

Alla fine Angelini, che il 10 novembre ha subito un sequestro di beni per 33 milioni di euro da parte della Procura di Pescara, entra nella clinica e ne riesce dopo qualche minuto. Quindi spiega ai  lavoratori: «Sono andato a informare l’amministratore della situazione, perché se mercoledì si chiude devo adottare le contromisure tecniche. Abbiamo 170 milioni di debiti con le banche e la Regione ci ha strangolato. Datemi un’altra settimana di tempo per elemosinare crediti alle banche e voi andate a protestare dove si prendono le decisioni. Non vengo pagato da due anni, ma chiudendo la clinica si fa il gioco della Regione. Lo so che siete senza stipendio da sette mesi».

Lo sanno, certamente, anche gli 80 dipendenti della Santa Rita che si preparano all’ennesima notte sui tetti della clinica.