Sgarbi non vuole indossare la mascherina in commissione: seduta sospesa VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Giugno 2020 8:31 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2020 10:20
sgarbi senza mascherina

Sgarbi non vuole indossare la mascherina in commissione: seduta sospesa

ROMA – Il deputato Vittorio Sgarbi si toglie la mascherina durante l’audizione Istruzione e Cultura alla Camera di Agostino Miozzo, coordinatore del comitato tecnico-scientifico del dipartimento della Protezione Civile.

Miozzo è alla Camera per parlare delle modalità di ripresa delle attività didattiche nel prossimo anno scolastico: Sgarbi si toglie la mascherina e comincia ad urlare di non poterla indossare e attaccando verbalmente Miozzo.

La seduta è stata sospesa per alcuni minuti.

Sgarbi ha spiegato così la sua scelta:

“La mascherina credo sia un ricatto, chiedo a Miozzo se è utile. C’è chi dice che l’epidemia è arrivata alla fine… qual è la vertita? “

Prosegue Sgarbi: “L’epidemia è stata ..e ma ora non lo è più.  Pensare alla mascherina in classe è un errore grave. La verità è che siamo ridicoli”.

“La politica ha paura di fare scelte sbagliate e ha obbedito ciecamente alle vostre indicazioni, spesso fasulle”, ha concluso riferendosi al Comitato tecnico scientifico.

Miozzo: “Se avessimo riaperto le scuole a maggio il covid sarebbe risalito”

Il primo test che verrà fatto sul rientro a scuola, chiusa a causa del Covid, è quello degli esami di Stato, a partire dal 17 giugno. 

A dirlo è stato Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico istituito presso il dipartimento della Protezione civile, intervenendo sulle modalità di ripresa delle attività didattiche nel prossimo anno scolastico in commissione Istruzione e Cultura.

Miozzo ha difeso la scelta di tenere chiuse le scuole: “l’R con T sarebbe schizzato se fossero state riaperte a maggio” .

D’altra parte “i paesi che hanno riaperto – come Germania, Francia e Israele – hanno visto pochi giorni dopo la riapertura focolai epidemici che hanno imposto la richiusura delle scuole”.

Ora il livello di rischio – ha spiegato – va medio basso a medio alto.

Per questo il Cts, per la prova orale di maturità, ha suggerito una serie di misure che vanno dalla gestione degli spazi, alle procedure di igiene individuali, all’uso di mascherine da parte di docenti, studenti e operatori.

L’accesso a scuola verrà inibito a coloro che avranno febbre superiore a 37,5 e che dichiarano di essere stati in contatto con soggetti in quarantena o in isolamento domiciliare.

“Abbiamo pensato a percorsi dedicati di entrata e uscita se disponibili. Non è necessaria la rilevazione temperatura all’ingresso ma basta l’autocertificazione e non è necessario l’uso dei guanti”, ha aggiunto Miozzo.

Maturità, ragazzi disabili possono essere esonerati dall’esame in presenza

Anche il ministro della Salute Roberto Speranza ha assicurato che il Governo è al lavoro “per garantire la riapertura in piena sicurezza di tutte le scuole a partire da settembre: questa riapertura è la priorità assoluta su cui concentrare attenzione e risorse”.

Sono tre, ha poi spiegato  alla Camera il coordinatore del Cts, i principi cardine condivisi dalla comunità scientifica per ridurre il rischio di contagio.

Il distanziamento – per l’Italia non inferiore al metro, ma in altri Paesi è anche di due metri -; l’utilizzo della mascherina, come barriera difensiva e protettiva e l’igiene delle persone e degli ambienti.

Su questi cardini quindi il Comitato ha dato indicazioni al Ministero dell’Istruzione per la riapertura delle scuole a settembre. Sempre “pronto a rivedere, rileggere e riorientare le indicazioni che abbiamo dato” qualora lo scenario dovesse cambiare.

Tra gli altri consigli, il differenziamento dell’inizio delle lezioni, l’ingresso e l’uscita diversi ove possibile per evitare gli assembramenti.

E ancora: ridurre al minimo la presenza di genitori e soggetti estranei nelle scuole.

E ancora: rimodulazione delle aule per assicurare 1 metro di distanziamento; privilegiare gli spazi esterni, utilizzo di mascherina per chi ha più di 6 anni.

Coronavirus, contagiati in Italia 4.564 minori tra i 7 e 17 anni

I casi di contagio che hanno interessato i minori in Italia, sono stati 4.564 pari a 1,9%, la maggior parte ha riguardato la fascia d’età dai 7 ai 17 anni.

Un gran numero di questi casi gestiti a domicilio: un centinaio in ospedale e 4 sono stati i deceduti, tutti bambini molto piccoli.

Il trend dell’epidemia attualmente lo definiamo “ottimisticamente positivo, non ci consente di abbassare la guardia, focolai importanti ci sono”.

“I numeri della pandemia nel mondo sono sconvolgenti”, ha concluso Miozzo.

L’audizione è stata brevemente interrotta pproprio per la protesta di Vittorio Sgarbi che si rifiutava di indossare la mascherina (fonte: Ansa, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev).