Matt Damon, sciopero del bagno: “Acqua a tutti o non uso il wc”

Pubblicato il 18 Febbraio 2013 17:19 | Ultimo aggiornamento: 18 Febbraio 2013 17:30
Sciopero del bagno: Matt Damon contro la crisi idrica

Matt Damon fa lo sciopero del bagno (foto Lapresse)

NEW YORK – Sciopero del bagno contro la crisi idrica: protagonista della singolare protesta è Matt Damon, che vuole “acqua per tutti” e fino ad allora promette di non usare il wc. Non si tratta in realtà di uno sciopero vero e proprio, ma di una provocazione, chiamata “Strike with Me” (Sciopera con me) e lanciata dall’attore premio Oscar per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla mancanza di acqua pulita e servizi igienici per milioni di persone nel mondo.

Damon, che nel 2009 ha fondato l’organizzazione ‘Water.org‘ per aiutare i paesi in via di sviluppo che non hanno accesso all’acqua potabile, ha lanciato la sua campagna tramite un video in cui viene simulata una conferenza stampa e in cui lui annuncia la decisione di non usare il bagno.

”Per protesta contro questa tragedia globale – dice – finché il problema non sarà risolto, finché tutti non avranno accesso all’acqua potabile e ai servizi sanitari, io non userò il bagno”.

A quel punto i ‘giornalisti’ restano a bocca aperta e quasi imbarazzati cominciano a fare domande sciocche. Anche se il video è a metà strada tra il serio e il faceto – come scrive Time – la campagna è molto seria e ha l’obiettivo di far sapere al mondo che 780 milioni di persone, il doppio della popolazione degli Stati Uniti, come sottolinea l’attore, non ha accesso all’acqua pulita mentre circa due miliardi e mezzo di persone non hanno a disposizione servizi igienici.

Il video con Damon e la finta conferenza stampa è destinato a diventare un tormentone su internet e si spera che incoraggerà migliaia di sostenitori a unirsi alla campagna che culminerà il 22 marzo con il World Water Day.

”Il concetto di usare il comico – ha spiegato Demon – per sensibilizzare le persone verso una buona causa è qualcosa che stiamo tentando di mettere in pratica da un paio di anni. Se riusciremo ad ottenere milioni di contatti su YouTube con qualcosa di ridicolo vuol dire che saremo in grado di fare meglio per una delle questioni più importanti della nostra epoca”.